·Condonovirus, transazioni per 162 milioni di euro·

Un condonovirus in grande stile: ammontano a 162 milioni di euro le richieste di transazione arrivate alla Regione Abruzzo, anche da parte degli imprenditori della sanità privata, grazie alla legge approvata da Marco Marsilio il 6 aprile scorso per sostenere l’economia e che al punto 7 prevedeva le “misure per favorire la pace legale con le imprese” (anticipata da Maperò: leggete qui).

Centosessantaduemilioni di euro, una cifra imponente che inciderà sul bilancio della Regione Abruzzo in maniera pesante, mentre le famiglie aspettano ancora la cassa integrazione. Un “condono tombale” lo ha definito il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, che ha scoperto “lo scandalo più grande targato centrodestra”.

Il condono fai-da-te era arrivato all’improvviso, nascosto nelle pieghe della legge di sostegno all’economia e all’occupazione: un vero e proprio colpo di spugna su tutti i contenziosi con le imprese, non solo su quelli riguardanti la Regione Abruzzo ma anche su quelli degli enti controllati, delle aziende sanitarie e delle agenzie. E, siccome non bastava, al condono veniva abbinata anche la sospensione di tutti i pagamenti dovuti in base a sentenze esecutive o atti giudiziari. La Regione Abruzzo, in pratica, dava e dà la possibilità alle imprese con le quali ha contenziosi in corso, di mettersi d’accordo a cifre inferiori. Di gran lunga inferiori. Una misura varata in piena pandemia, con la giustificazione di aiutare l’economia.

Tutto sospeso, quindi, compresi gli interessi legali fino al 30 novembre prossimo, con buona pace delle esigenze di giustizia e di cassa, per favorire “il componimento bonario del contenzioso in essere con le imprese, sia in materia civile che amministrativa”.

A due mesi dall’approvazione della legge, Paolucci ha scritto una lettera al direttore generale della Regione Barbara Morgante, per sapere quante richieste fossero pervenute: 94 proposte transattive, ha risposto la Morgante attraverso l’avvocato Stefania Valeri,  “formulate da imprese debitrici della Regione, delle Aziende Sanitarie, delle Società partecipate da questa Amministrazione, nonché da imprese creditrici di Comuni e di una Provincia per un ammontare complessivo richiesto, laddove quantificato, pari ad € 162.096.118,52 e di un importo offerto da imprese debitrici a definizione delle proprie esposizioni debitorie pari a complessivi € 255.000,00”.

“Insomma, a fronte di 162 milioni e passa di euro, tutto finirebbe con 255 mila euro di entrate per la Regione” Le proposte ora sono al vaglio dei dipartimenti, e poi dovranno superare anche lo scoglio della Corte dei Conti.

“La mia preoccupazione è per la tenuta dei conti pubblici – dice Paolucci – per le possibili ricadute sul bilancio dell’ente in termini sia di minori entrate che di maggiori spese da sostenere”.

Ma c’è una domanda che attende risposta: su questi 162 milioni di euro, quanto incidono le richieste transattive delle cliniche private, quanto le richieste per concludere con un pugno di spiccioli gli extra budget? Tutti quesiti ai quali la Regione non ha ancora risposto. 

Intanto, i cittadini si preparino a pagare 162 milioni di euro per “la pace legale con le imprese”. Il resto, può aspettare.




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