·Con un cuore così·

#Heidi (Regia: Alain Gsponer. Con: Bruno Ganz, Anuk Steffen, Katharina Schuttler, Jella Haase, Maxim Mehmet, Peter Lohmeyer. Genere: family, avventura)

heidi

Dato che La macchinazione non ha riscosso un particolare interesse tra i lettori di Maperó (certo non era un film light e magari ne avete abbastanza di drammi e oscuri misteri) stavolta vi beccate Heidi, un classico assoluto e trasversale: “ti sorridono i monti” è una citazione che senza tanto riflettere capiscono i minorenni di oggi, i quarantenni di oggi, i sessantenni di oggi ed anche oltre (nelle varie qualità, figli, genitori, nonni annessi e connessi più o meno l’hanno visto tutti). Infatti al botteghino va stra-bene e, mentre Pasolini resiste in pochissimi cinema, la pastorella insofferente alle buone maniere (come la capisco) continua a calamitare il pubblico. E non storcete il naso, che come avrete ormai percepito, io cerco di non fossilizzarmi su un genere o un livello, nella convinzione che nella vita si è più felici se si è capaci di passare da un ristorante stellato al panino con la mortadella sugli scalini di San Petronio. Insomma, inutile che vi racconti di che si tratta. Posso dirvi che se avete uno o più under10 al seguito (salvo non essere proprio dei nostalgici del cartone e quindi disposti ad entrare al cinema sgomitando tra bicchieroni traboccanti di pop corn e seggiolini rialzanti) non è affatto male questa versione-film di Heidi. Il nonno burbero ed odiato dalle pettegole baciapile del paesetto svizzero (ciò che me lo fa amare ancor di più di quando ero piccola) è interpretato dal grande Bruno Ganz che se pensate come ha fatto rivivere Hitler in La caduta vi rendete conto della sua incredibile versatilità di attore. Poi c’è il sorriso contagioso e disarmante di Anuk Steffen (Heidi) che nemmeno la severissima signorina Rottenmeier riesce ad oscurare. La piccola protagonista insegna che basta l’energia di una sola persona a volte per curare ogni malessere intorno, per sanare la malattia, superare i blocchi, saltare gli ostacoli. E quell’energia è totalmente inutile cercare di indirizzarla in qualche modo, con ordine e disciplina, va dove deve andare, rimane solo per scelta, non certo per costrizione. Insegna che si impara veramente solo appassionandosi alle cose (ai libri alle scoperte alla conoscenza): solo così vengono fuori la volontà ed il talento, non con la severità fine a se stessa che rende il sapere solo uno sforzo da costrizione. Insegna che a volte si sta bene con niente se si è con la persona amata mentre si può stare male tra lusso e benessere se quella persona è lontana. Insomma, come vedete non sono sciocchezze. Una scena bellissima: Heidi che insegna a Clara a mangiare con le mani, dopo essere stata “vessata” a Francoforte perché imparasse a usare le posate giuste per ogni portata. Il peggiore difetto del film: manca del tutto Nebbia, il San Bernardo del nonno. E questo è abbastanza grave, tutti lo aspettavano. 

 

YouTube / Lucky Red – via Iframely




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