·Con l’Udc una lite ma per finta·

Facile dire “state fuori dalla coalizione”, facile proprio. Ma non è così e non è per niente scontato. Intanto perché alle Regionali abruzzesi non c’è il voto disgiunto, e chiunque voti per un candidato dell’Udc, nei confronti del quale si è scatenata la fatwa di Marsilio & c, voterà automaticamente anche lui, il candidato del centrodestra. Voti preziosi, se è vero quello che dice Gianfranco Rotondi, che ha sbandierato un sondaggio secondo il quale la Dc in Abruzzo starebbe intorno al 6,6 per cento, e cioè che gli ex scudocrociati se la batterebbero addirittura con Forza Italia.

Marco Marsilio

Ore tesissime nel centrodestra abruzzese dopo che a mezzogiorno di sabato si è scoperto che l’Udc aveva messo in lista per le Regionali sia la moglie di Andrea Gerosolimo Marianna Scoccia sia Mario Olivieri, nonostante il veto di tutta la coalizione e soprattutto della Lega nei confronti di quei candidati che avessero avuto un passato nel centrosinistra. Ed è stato inutile far notare, da parte di Gero, che contrariamente a lui, la moglie Marianna era stata sempre fedele nei secoli, che mai si era allontanata dal centrodestra e che anzi, è addirittura sindaco di un Comune come Prezza. Inutile: loro non ce li vogliono. Ma all’improvviso quelle candidature sabato sono riapparse in lista. Come sono andate le cose per davvero? Secondo  indiscrezioni, la decisione è stata presa a Roma, e condivisa con tutte le mini sigle che sono dentro l’Udc, compresa Idea di Gaetano Quagliariello e la Dc di Gianfranco Rotondi. Adesso però come si farà, che faranno i candidati, faranno campagna elettorale o si asterranno? 

Una riunione ci sarà oggi a Roma, proprio per decidere che condotta adottare. Ma il malumore monta.

Ieri la Scoccia ha pubblicato su Facebook un post al veleno:

“Voglio lavorare per il nostro Abruzzo e per la nostra terra, ma vorrebbero impedirmelo. In campo politico #linvidia è spesso malcelata. Ma esiste. Esiste #linvidia e il bisogno di distruggere la felicità dell’altro. Diciamo la verità, mi stanno attaccando perché sono la #moglie di Gerosolimo.Un attacco vile, razzista sessista e provocato solo dall’invidia. Un #veto violento, perché la Lega aveva bisogno di essere coerente e non candidare nessuno che avesse amministrato con il centro sinistra. Benissimo! E allora sfido chiunque a dimostrarmi quando mai l’ho fatto. Su di me si possono fare tutte le ricerche del caso ma Il mio nome non si troverà mai in nessuna lista di centro sinistra…Invece nelle liste del centro destra ci sono tantissimi candidati che da sinistra sono passati a destra… E di certo non sono io!!!!! Andrea quindi è arrivato molto dopo la passione per la politica, la mia militanza e le cariche istituzionali che ho ricoperto. Per Andrea io, da sempre donna di centro destra, mi sono dimessa da assessore provinciale quando lui ha deciso di candidarsi consigliere regionale con il centro sinistra e questo lo feci in una lettera ben motivata per evitare strumentalizzazioni di ogni genere. Oggi sono sindaco di Prezza. Vorrei competere in questa tornata elettorale e chiedere il giudizio dei cittadini che sono gli unici ad avere la sovranità nella nostra meravigliosa Italia. Mi é stato insegnato che la politica è inclusione e non esclusione e che gli avversari si battono sul campo, il più forte vince. Comprendo la paura, si perché di questo si tratta, paura di misurarsi, ma non comprendo la cattiveria gettata su di me. Ovviamente non per questo mi arrendo. Continuerò a lavorare per la mia terra, per il mio popolo per il mio Abruzzo con più forza e coraggio di ieri. Ai miei avversari dico: “Il segreto della vittoria, in campo, ma anche nella vita, sta nel saper rispettare il mio compagno di squadra, ma anche il mio avversario. Nessuno vince da solo, né in campo né nella vita!”

Marianna Scoccia

Insomma, guerra aperta. Nessuna sveltina, dicono all’Udc, la Scoccia è una di centrodestra da sempre, altri sono invece i candidati che hanno praticato l’opoppismo. Un esempio: il vice sindaco di Avezzano Lino Cipolloni che con la presidente del consiglio comunale Iride Cosimati ha tra l’altro tentato di ritirare la propria candidatura dopo aver scoperto delle due candidature indesiderate, senza successo.

Cipolloni  era stato eletto col centrosinistra (Di Pangrazio), poi è diventato vice sindaco col centrodestra, ma anche tanti altri candidati della coalizione vengono da esperienze vicine al centrosinistra. 

Ma di incoerenze e di casi alla Gerosolimo nel centrodestra ce ne sono a bizzeffe: a cominciare dal sindaco di Rapino Rocco Micucci, che conserva ancora incarichi che gli ha fatto avere Luciano D’Alfonso, c’è il caso di Antonietta La Porta, candidata con la Lega, che nel 2016 è stata candidata nella lista “Forza Sulmona” a sostegno del candidato sindaco Bruno Di Masci. E Roberta Salvati, in lista con Zelli, siede in consiglio comunale a Sulmona nel gruppo Dem in maggioranza con Fabio Pingue che invece si candida con Legnini. Con Zelli anche Sandra Santavenere, ex assessore al Comune di Pescara col centrosinistra.

In queste ore tra gli iscritti all’Udc circola una notizia diffusa da un militante pentastellato, l’architetto Gianluigi D’Angelo, che ha ricostruito la storia politica dei Leghisti, riassumendoli con lo slogan “Cozz e vongole”.

Nella provincia di Chieti, scrive D’Angelo, su 8 candidati abbiamo 4 ex Forza Italia: Alessandro Bevilacqua, Emanuele Marcovecchio, Nicola Campitelli, Fabrizio Montepara, una ex An Anna Rita Guarracino, una ex della Destra di Storace Sabrina Bocchino. Tra i candidati riciclati si segnala anche Efrem Martelli  in consiglio comunale con il sindaco di sinistra di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci.

A L’Aquila su sette candidati ben 4 candidati hanno un passato Forza Italia/PDL precisamente Emanuele Imprudente, Antonio Morgante, Simone Angelosante.

A Teramo gli ex PDL sono Pietro Quaresimale (ex Forza Italia), Simona Cardinali, Emiliano Di Matteo (entrambi ex An) ed Antonio Di Gianvittorio (ex UCD di Casini che nel frattempo è transitato nel PD)

A Pescara infine hanno fatto le valigie da Forza Italia e passati in massa a Lega Angelita Palumbo, Ottavio De Martinis e Vincenzo D’Incecco. Non riciclata  ma facente parte della categoria “figli e mogli di” infine Carla Ricci moglie del Sindaco di Pianella Sandro Marinelli anche lui di Forza Italia.

“Ma l’apoteosi – aggiunge D’Angelo – l’abbiamo con Camillo Sulpizio assessore di D’Alfonso al Comune di Pescara, proveniente dall’Italia dei Valori e Nicoletta Verì e Luca De Renzis, entrambi ex consiglieri comunali a Pescara, la prima nelle fila di Forza Italia ed il secondo eletto nell’Italia dei Valori nella coalizione che portò D’Alfonso alla carica di Sindaco. I due, un tempo acerrimi nemici uno a destra ed uno a sinistra, oggi pronti a sedere insieme nei banchi del consiglio regionale tra sorrisi ed abbracci nel nome della Lega. Per concludere la ciliegina sulla torta: Nicoletta Verì nei vari cambi di casacca è stata perfino candidata capolista al Senato con la lista Monti, sì proprio colui che introdusse la legge Fornero che proprio i leghisti tanto criticano.

Il segretario Udc Enrico Di Giuseppantonio

ps: Insomma, coerenza vo cercando (inutilmente). E alla fine anche la fatwa di Marsilio ha il sapore di una boutade, di una messinscena: quei voti andranno automaticamente a lui, e nessuno può impedirlo. Quindi probabilmente non ha molto senso sconfessare un alleato in Abruzzo che poi a Roma dovranno tenersi stretto.





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