·Commissariato il Pd di Pescara·

Azzerato il Pd di Pescara. Nicola Zingaretti ha comunicato ieri mattina al segretario regionale Renzo Di Sabatino il commissariamento della segreteria comunale e provinciale del capoluogo adriatico. Da questo momento in poi a nome del Pd parlerà solo Di Sabatino, da ieri è lui il commissario di Pescara.

Renzo Di Sabatino

Una decisione assunta per l’ incapacità della classe dirigente cittadina di gestire questa delicatissima fase pre elettorale e di indicare un candidato sindaco per le prossime elezioni comunali.  A Roma Di Sabatino e il rappresentante della lista Zingaretti Andrea Catena hanno chiesto al segretario di aiutarli a dare una sterzata netta al partito e a ripristinare i rapporti di forza così come sono usciti dalle primarie: si sono decisi a presentarsi a Roma in seguito alla insopportabile situazione di stallo che si è verificata in questi giorni, una situazione che danneggia il partito, rimasto ostaggio dei diktat di Luciano D’Alfonso e di tutta la coalizione. Tavoli controllati dall’ex governatore dove vengono invitati solo i fedelissimi: basta pensare che il segretario dei giovani democratici e consigliere comunale Mirko Frattarelli, considerato uomo di Legnini, è stato sempre deliberatamente escluso.

Nicola Zingaretti

Alla fine quindi Zingaretti ha spazzato via i due segretari Moreno Di Pietrantonio (Pescara) ed Enisio Tocco (provinciale), entrambi luogotenenti di Dalfy, e Renzo Di Sabatino è stato indicato come commissario del Pd pescarese. Il prossimo tavolo di coalizione per la scelta del candidato sindaco si terrà senza la componente dalfonsiana. Questo scenario andava in onda ieri mattina mentre il candidato indicato da D’Alfonso, Carmine Ciofani, annunciava la sua rinuncia. 

Di Pietrantonio con D’Alfonso

Una decisione attesa, quella di Zingaretti, anche se tardiva: il partito nel corso degli ultimi mesi ha dovuto dare ancora una volta prova della sua incapacità, passando dall’idea delle primarie lanciata da Di Pietrantonio per bruciare Alessandrini all’endorsement di D’Alfonso a Carlo Costantini fino al passo indietro del sindaco e alla recentissima lotteria dei nomi sul tavolo del centrosinistra, tutti filtrati dall’ex governatore. Il viaggio a Roma di ieri mattina è stato deciso dopo l’altolà dei dalfonsiani su Marinella Sclocco, fatto a Mdp prima ancora che il nome fosse ufficializzato al tavolo della coalizione. Basta, ha detto Di Sabatino che fino a quel momento era rimasto in disparte. Il prossimo vertice del Pd si terrà alla presenza di esponenti nazionali del partito: è finito il gioco al massacro e soprattutto il gioco al ribasso. La linea di Roma è che la partita a Pescara va giocata per vincere, anche se il vento soffia dalla parte del centrodestra.

Marinella Sclocco

“Il Partito Democratico si è messo da subito a disposizione dell’intera coalizione per individuare un candidato sindaco in grado di unire tutte le anime del centrosinistra e riproporre un campo largo, così come avvenuto in Regione – spiega Di Sabatino – Per questo abbiamo rinunciato a presentare un nome interno al partito e abbiamo lavorato per cercare una personalità di spessore, autorevole e competente. Purtroppo, la quadra non è stata trovata, ma voglio ringraziare l’avvocato Ciofani per essersi messo a disposizione e aver dato la sua disponibilità, cosa non scontata in un momento comunque politicamente difficile  come quello che stiamo attraversando. Il nostro obiettivo, però, resta ancora quello di trovare nel più breve tempo possibile un candidato sindaco che riesca a riunire tutte le forze del campo progressista e capace di rappresentare una vera e valida alternativa, grazie anche ad un programma di governo che tenga conto delle vere necessità ed emergenze dei pescaresi, alla destra. Prendiamo 24 ore di riflessioni e da venerdì come concordato con la segreteria nazionale, riavvierò le consultazioni con gli altri partiti e movimenti politici e civici che si riconoscono in una coalizione di centrosinistra, mentre per lunedì convocherò una riunione con i massimi livelli politici e istituzionali del Pd Abruzzo, alla quale parteciperanno anche i responsabili del Pd nazionale per le elezioni amministrative. Allo stato, l’unica posizione ufficiale sarà quella espressa dalla segreteria regionale del partito”.

Una decisione alla quale per il momento i dalfonsiani hanno risposto con ironia un po’ stizzita. E’ Marco Presutti, assessore pescarese e fedelissimo di D’Alfonso (uno dei tre che martedì ha detto no alla Sclocco) a scrivere su Facebook:

“Una speranza rosa per il campo largo a Pescara. Telefonate da Roma, segnali di soddisfazione nelle periferie emarginate, un’altra Pescara è possibile. Pronto da subito al sostegno, sempre per la soluzione che unisce, mai per costruire i problemi”. 

ps: Ogni riferimento non è casuale: a Marinella Sclocco (rosa, periferie, eccetera) e ai zingarettiani e a Giovani Legnini (il campo largo). Contenti loro.





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