·Com’è fragrante Razzi·

Mentre lui cavalca l’onda, un giorno sì e l’altro pure su giornali televisioni e poi ad Arcore e a feste e convegni (e gli altri rosicano), e mentre lui fa il bullo e strapazza i colleghi parlamentari (e gli altri rosicano sempre), e sfodera una proposta di legge così popolare e così populista che manco Renzi, ecco che gli altri si devono rimboccare le maniche e correre ai ripari.

Razzi con Berlusconi

Razzi con Berlusconi

Insomma, Antonio Razzi due giorni fa stava da Berlusconi a sparlare dell’Abruzzo made in Forza Italia e ieri ha presentato una proposta di legge per introdurre il reato di “eccesso di temerarietà nell’esecuzione del reato”, cioè per legittimare l’uso delle armi da fuoco contro il ladro che si introduce a casa tua e quindi “la difesa personale con ogni mezzo, compresa la pistola”. Una di quelle idee terribili che però fanno venire il fegato grosso così persino a Matteo Salvini perchè non è stato lui a pensarci, figuriamoci ai colleghi di partito.

Antonio Razzi

Antonio Razzi

Una botta di popolarità che sta facendo venire il mal di pancia a tutti gli abruzzesi di Forza Italia, anche perchè Razzi va dicendo ai quattro venti che il commissario azzurro lo sceglie lui e che Pagano quindi riposi in pace. Niente, non ci stanno. Intanto la coordinatrice dell’Aquila Antonella Di Nino ha annunciato su Facebook un incontro a Francavilla intitolato “L’Abruzzo che vogliamo” per rispondere proprio a lui, al senatore più imitato d’Italia. Un incontro che si ripeterà in ogni provincia, e al quale interverrà via telefono un big azzurro, allo scopo di rasserenare gli animi. E lo stesso Pagano torna a dare segni di vita dopo mesi di calma piatta, per rispondere a Razzi: <Pensasse a fare il senatore>, come a dire che al resto, e al partito, ci pensa lui.

nazipa

Beghe forziste, niente più. E intanto il senatore se la ride e assicura che il prossimo commissario abruzzese lo sceglie lui, lui che è pappa e ciccia con Berlusconi.

E la sua proposta di legge, ieri, è finita su tutti i giornali. Spiega, Razzi, che

“chi si introduce nelle case altrui al fine di commettere un reato, mostra una eccessiva temerarietà e quindi accetta il rischio incombente di essere scoperto”. Scoperto come? “In fragrante”.

Fragrante, senatore, lo può dire Crozza. Magari si dice in flagranza, eh. Fragrante lasciamolo al cornetto, la mattina a colazione.




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