·Coletti e ingegneri·

Di là, a due passi da casa, un ingegnere navale, iscritto all’Ordine degli ingegneri e nel registro del personale tecnico delle costruzioni navali, che ha lavorato in vari cantieri del settore. Selezionato attraverso un avviso pubblico in una rosa di sette candidati. Qui, a casa nostra, un perito chimico con una lunga carriera politica alle spalle e una laurea in Economia & Management presso la facoltà d’Annunzio presa a 59 anni, grande appassionato di musica leggera anni ’60-’70, come recita il suo curriculum, scelto dalla giunta regionale senza avviso e senza bando. Di là, nelle Marche, una nomina selezionata con cura, qui in Abruzzo una nomina fatta per placare le ambizioni di candidatura su una piazza come Ortona.

Tommaso Coletti

Insomma, è ufficiale: nonostante la Regione vada dicendo a destra e a manca che con Ancona mai, e che lavorerà sodo per affiliarsi all’autorità portuale di Civitavecchia e che anzi è tutto pronto (nonostante una lettera di Delrio, pubblicata da Mapero’, che diceva toglietevelo dalla testa), è stato costituito il comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico centrale, presieduto da Rodolfo Giampiero. E il presidente Luciano D’Alfonso ha nominato Tommaso Coletti, ex senatore, ex presidente della Provincia, ex di molto altro ancora.

Ne fanno parte Giulio Piergallini, designato dalla Regione Marche (l’ingegnere navale, appunto), Tommaso Coletti (designato dall’Abruzzo), Ida Simonella (Comune di Ancona), Francesco Saverio Ferrara (Capitaneria), Ranieri De Angelis (porto di Pesaro), Rinaldo Veri (porto di Pescara).
La decisione della Regione Marche risale al 20 marzo scorso:

“La scelta è caduta su un professionista di San Benedetto del Tronto dalla comprovata esperienza almeno triennale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale, – informa la Regione – come prevedeva l’avviso pubblico emanato lo scorso mese di febbraio per segnalare le candidature idonee. Piergallini è stato proposto dal presidente di Cna Marche, Gino Sabatini e dal consigliere regionale Fabio Urbinati. Una scelta ponderata dalla Giunta regionale – spiega la vicepresidente Anna Casini – perché la Regione voleva dare voce, all’interno del Comitato, alle istanze dei porti di rilievo regionale. L’inserimento di San Benedetto del Tronto è un riconoscimento all’importanza che rivestire nell’ambito dell’economia ittica marchigiana”.

Ma come mai Colletti? Lui, per chi non lo ricordasse, è quello della famosa gaffe dei dépliant promozionali dei Centri per l’’impiego con la citazione: «Il lavoro rende liberi», ai tempi in cui era presidente della Provincia di Chieti e sua segretaria particolare era Cristiana Canosa. Raccontava all’epoca Il Giornale:

“Una frase che evoca i peggiori fantasmi della nostra storia recente, il nazismo e lo sterminio degli ebrei, e quell’«Arbeit macht frei» che campeggia con agghiacciante ironia in cima ai cancelli di Auschwitz. Ma la gaffe non finiva qui. Perché Tommaso Coletti, nello stesso testo ci teneva a spiegare perché avesse scelto proprio quelle parole:

Non ricordo dove lessi questa frase, ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano all’istante perché raccontano un’’immensa verità.

Camillo D’Alessandro, commissario Pd a Ortona

E lo scivolone all’epoca si trasformò in capitombolo. Ora va ad Ancora probabilmente perchè in ballo c’è la sua candidatura al consiglio comunale di Ortona, dove l’ex senatore ed ex presidente della Provincia di Chieti è stato presente per 42 anni. Sta di fatto che i sostenitori di Rinaldo Veri, il candidato sindaco del Pd, non vedono di buon occhio né la sua presenza né quella del figlio Gianluca, che è vice segretario cittadino. Ma è chiaro che nella scelta pesa molto la sua recentissima nomina, sennò perchè mai lo avrebbero mandato ad Ancona? Ma se Tommaso dovesse rinunciare, sarà difficile far fare il passo indietro al figlio. E insomma, alla fine deciderà il commissario Camillo D’Alessandro. Che è uno degli artefici con D’Alfonso, della sua nomina.

ps: quando si dice il caso.





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