·City, il boomerang·

Un boomerang per Luciano D’Alfonso. Il poliziotto scomodo, alla fine di tutto, riesce a testa alto e blindatissimo. Con tanto di certificato di fiducia da parte della procura di Pescara. Non sarà trasferito e continuerà a indagare sulla City.

Nessuna pressione da parte della procura di Pescara. Nessun atto di sfiducia, niente di niente. Anzi: il procuratore capo Federico De Siervo il 7 aprile scorso ha inviato una lettera al questore Paolo Passamonti per esprimere apprezzamento per l’operato di Giancarlo Pavone, il poliziotto che indaga sulla City bersaglio dell’attacco frontale del governatore in Consiglio regionale: è quanto emerso da un incontro del procuratore con i sindacati di polizia.

Federico De Siervo

Federico De Siervo

Non era stata la procura quindi a chiedere al ministero di sollevare Pavone dall’attività investigativa. Ma hanno scoperto di più, i sindacati. E nel farlo, hanno alzato un velo impietoso su un conflitto ormai chiaro tra procura e questura e su una vicenda dai contorni ancora molto misteriosi.

De Siervo racconta di aver convocato una riunione con tutti i sostituti della procura per valutare il caso-Pavone, alla luce del condizionamento, diretto o indiretto, esercitato dal governatore per far trasferire il poliziotto scomodo. E che dalla riunione è uscito un sì su tutta la linea: Pavone è un bravo poliziotto e così la Squadra Mobile.

E’ un passaggio importante, questo: De Siervo convoca tutti i pm, perché sia chiaro che la decisione è stata presa insieme, visto che su questa vicenda si era sparsa la voce di una spaccatura all’interno della procura. Ma è anche un messaggio diretto al governatore: tutti i pm significa che non ce n’è uno che non sia stato d’accordo.

Giancarlo Pavone

Giancarlo Pavone

I sindacati lo sottolineano:

<E’ motivo di soddisfazione aver constatato che per la procura è necessario continuare ad avvalersi dell’attività investigativa di Pavone all’interno della Squadra mobile>.

Ma a questo punto i conti non tornano e i sindacati si chiedono come mai  il 21 marzo all’esito dell’incontro col procuratore, il questore abbia

<avventatamente segnalato al ministero dell’Interno la necessità di trasferire Pavone ad attività non investigative e poi avviato il provvedimento disciplinare>.

Insomma, non c’era stata alcuna sollecitazione da parte della procura per trasferire Pavone, come invece aveva scritto il questore dopo il famoso post pubblicato dal poliziotto nella bacheca del consigliere cinquestelle Domenico Pettinari:

<…lo stesso procuratore ha auspicato l’assegnazione del Pavone a un incarico che non comporti lo svolgimento di funzioni di polizia giudiziaria>.

Paolo Passamonti

Paolo Passamonti

Cos’ è successo? Il procuratore ha ribadito ai sindacati la sua completa fiducia per la Squadra Mobile e ha spiegato come una <probabile incomprensione> quella che si è verificata tra lui e il questore, <tra chi ha espresso male un fatto e ha recepito male un concetto>.

Ma c’è un altro aspetto ancora: la nota di fiducia di De Siervo viene tenuta nascosta e il questore non la comunica neppure al prefetto. A questo punto i sindacati vogliono vederci chiaro: torneranno dal questore per chiedergli conto del suo comportamento.

<Si rende necessario un chiarimento interno alla Polizia di Stato, anche per capire la natura degli evidenti errori commessi nella gestione dell’intera vicenda e di chi li abbia commessi>.

Ps: una vicenda strana, ma comunque siano andate le cose, c’è un solo punto fermo: è un boomerang per D’Alfonso.




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