·Ciancaione, due poltrone·

Il piede in due poltrone. Alla Regione Abruzzo capita anche questo. Certo, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ad agosto scorso, quando ha prelevato senza concorso e senza selezione Rosaria Ciancaione dal Comune di Roseto per affiancarla al nuovo direttore del Personale e della Ragioneria Ebron D’Aristotile, con l’intento di proiettarla verso la carica di sindaco del centro adriatico, non poteva prevedere che poi non sarebbe stata eletta, sconfitta dal candidato del Pd sostenuto da Tommaso Ginoble.

La Ciancaione con la Vezzali

La Ciancaione con la Vezzali

Fatto sta che la Ciancaione, che non è arrivata neppure al ballottaggio, ora in qualità di candidata sindaco di Roseto, siede in consiglio comunale. Ma indifferente a leggi e regolamenti, continua a fare il dirigente regionale: carica incompatibile, secondo il decreto legislativo numero 39 del 2003, articolo 12 comma tre, che recita così:

“Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale sono incompatibili: a) con la carica di componente della giunta o del consiglio della regione interessata; b) con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione”.

E Roseto è un Comune con molto più di 15 mila abitanti.
Ma loro, Ciancaione e Dalfy, fanno orecchie da mercante: due incarichi è meglio che one. E due stipendi pure.

cianca
Una cosa simile accadde con Manola Di Pasquale, nominata presidente dell’Istituto Zooprofilattico: e ci volle una acrobatica arrampicata sugli specchi della Regione, all’epoca, per giustificare la nomina dell’avvocatessa teramana, anche lei candidata sindaco sconfitta da Maurizio Brucchi, al vertice dell’istituto. Insomma, la Regione se la cavò dicendo che nonostante la incompatibilità prevista dalla legge, lei di fatto non avrebbe assunto la gestione diretta dello Zooprofilattico e quindi i due incarichi (Comune di Teramo e istituto) avrebbero potuto convivere.

Luciano D'Alfonso e Manola Di Pasquale

Luciano D’Alfonso e Manola Di Pasquale

E adesso staremo a vedere: Teramo e provincia sono sotto la tutela diretta del braccio destro di Dalfy, Claudio Ruffini. E pare che la Ciancaione sia una sua protetta. A dispetto di leggi e regolamenti?

ps: Non è possibile: ma potranno sempre tirare fuori un’altra autorevole consulenza legale che sostenga la famosa eccezione alla regola. Cosa non si fa per Dalfy. 




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