·Ci rimette Marinella·

Le deleghe le hanno annunciate mezz’ora prima che arrivasse Romano Prodi a Pescara, che sennò sarebbe stata una figura di cavolo. Tutto secondo copione: ad Andrea Gerosolimo, la new entry, il consigliere di Abruzzo civico ex Forza Italia per cui Luciano D’Alfonso ha dovuto fare tutta questa manfrina, sono andate le deleghe a Lavoro e formazione, Aree interne, associazione territoriale e grandi eventi.

La conferenza di ieri mattina

La giunta al completo

A Mario Mazzocca di Sel, che è stato fatto accomodare con tante grazie fuori dalla giunta, tocca il ruolo di sottosegretario e manterrà le deleghe ad Ambiente, rifiuti, protezione civile. In pratica tutto quello che aveva tranne l’associazionismo territoriale e il potere di firma, che non è poco (quindi le delibere le firma D’Alfonso). Mantiene però l’auto blu che d’altronde era prerogativa anche di Camillo D’Alessandro, che a sua volta ha perso il titolo di sottosegretario sennò i conti non quadravano.

Mario Mazzocca

Mario Mazzocca

Le altre deleghe rimangono più o meno come erano. A parte qualche dettaglio, che proprio dettaglio non è. Silvio Paolucci, per esempio, mantiene la Sanità (che non è granchè visto che la Regione è commissariata) e il Bilancio ma perde le Risorse. Che sono quelle umane, strumentali, tecnologiche e patrimoniali. Delega che finisce dritta a D’Alfonso. Non è da poco. Perchè in quel pacchetto c’è la delega per gestire l’acquisto della City, su cui Paolucci più volte aveva storto il naso. Al contrario di D’Alfonso.

Silvio Paolucci

Silvio Paolucci

Poi Donato Di Matteo perde l’impiantistica sportiva a vantaggio di Paolucci. E Marinella Sclocco, l’unica donna in giunta, che perde più di tutti. Le tolgono il lavoro per far contento Gerosolimo, guadagna la valorizzazione dei beni culturali che non è granchè e mantiene però l’inclusività sociale che sono bei fondi da gestire.

Insomma a rimetterci davvero è proprio la Sclocco. E nella storia della Regione non è la prima donna che viene sacrificata per far contento qualcun altro, in genere un uomo. Toccò a Valentina Bianchi, ai tempi di Del Turco, dimettersi anche da consigliere regionale (fu eletta però grazie al listino) per fare entrare in Consiglio Gianni Melilla. Una rinuncia che le costò l’uscita definitiva di scena quando poi, al momento del rimpasto, fu costretta a lasciare l’assessorato.

Tutto risolto? Manco per niente, a sentire Sel. Mazzocca non ha ancora firmato la delega, lasciando intendere che non si ritiene soddisfatto. Il partito fa sapere che deciderà l’assemblea e Melilla (ora parlamentare ma un tempo cazzutissimo sindacalista Cgil) non sembra intenzionato a difendere il suo assessore regionale. Basta leggere il post sotto per capire che a Sel la soluzione ideata da D’Alfonso sta bene punto e basta: Melilla in prima fila al convegno di Prodi e la consigliera comunale Daniela Santroni a tavola con tutti i relatori alle Paillottes. Tutto risolto, quindi, il resto è teatrino.




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