·Centrodestra in fiamme, sotto attacco il duo Sospiri-Marsilio·

Un apriti cielo: Paolo Gatti alla Corte dei Conti non sta né in cielo né in terra, dicono quasi all’unisono Nazario Pagano di Forza Italia e Luigi D’Eramo della Lega e con una manovra a tenaglia, i due esponenti del centrodestra attaccano Lorenzo Sospiri, che ha firmato la designazione e Marco Marsilio, che l’ha condivisa cercando di non farsi fare tana. E a dar man forte ci si mette pure Sandro Mariani, capogruppo di Abruzzo in Comune.

Paolo Gatti

 Una poltrona da un milione di euro in cinque anni che la Regione avrebbe potuto evitare, facendo risparmiare ai cittadini una somma che sarebbe servita per altre esigenze, e non certo per pagare uno stipendio a Gatti, dice nella sostanza Pagano. Marsilio continua a fare i suoi giochetti, incalza invece D’Eramo concedendosi una battuta, efficace, nel finale:

“Strano che Gatti non sia romano”,

alludendo alle origini e alle precedenti nomine del governatore. Insomma, il centrodestra è ai ferri corti e questa è l’ennesima crisi che si registra negli ultimi mesi, e che ha sempre a che fare con le nomine. Una crisi che fa venire a galla anche lo strapotere conquistato dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, attivissimo sul fronte pescarese e non solo, come dimostra la recente designazione di Paolo Gatti.

Sì, una poltrona d’oro quella dell’ex assessore regionale: la retribuzione è equiparata a quella di un consigliere della Corte dei Conti, anche se è pagata dalla Regione e ammonta a circa 15.423 euro di base al mese, che diventano un milione di euro per tutto il mandato. Col decreto del 26 novembre scorso il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, forzando la mano e infischiandosene delle raccomandazioni degli alleati, ha indicato Paolo Gatti come nuovo componente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Regione Abruzzo, al posto di Antonio Dandolo, indicato a gennaio 2016 dall’ex governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. L’ex assessore regionale di Forza Italia in rotta col partito per una mancata candidatura alla Camera, teramano, artefice della vittoria di Jwan Costantini a sindaco di Giulianova, finora era rimasto dietro le quinte della politica: sul suo nome a quanto pare c’è stato un accordo sotterraneo tra il presidente della Giunta Marco Marsilio (Fratelli d’Italia) e lo stesso Sospiri, alla faccia di Forza Italia e della Lega, che ormai agiscono in stretta simbiosi.

Nazario Pagano

“Sulla nomina del componente non togato della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti Abruzzo, Forza Italia e io personalmente non solo non abbiamo mai cambiato idea ma neppure abbiamo mai pensato a indicare un candidato o una rosa di nomi: semplicemente riteniamo che tale nomina sia inopportuna. Il fatto poi che gravi per un milione di euro in un quinquennio aggiunge alla voluttuarietà della decisione politica un pesante esborso che grava sulle tasche degli abruzzesi tutti, prima ancora che su quelle della Regione Abruzzo”.

Insomma, uno spreco che Lorenzo Sospiri poteva evitare, dice in sostanza Pagano.

Lorenzo Sospiri

“La nostra volontà, come fu nel periodo di Chiodi, è stata quella di non assegnare l’incarico, proprio in  un’ottica di buona amministrazione e di risparmio per le casse pubbliche. Una volontà formalizzata e rispettata con coerenza, che non è certo cambiata adesso. Nella pienezza del mio ruolo di Presidente del Consiglio regionale ritenni non fosse etico nominare questo profilo”.

Non solo: Pagano aggiunge di aver fatto presente a Marsilio e a Sospiri che non sarebbe stato opportuno attribuire quell’incarico, neanche nell’ottica peraltro legittima dello spoil system.

“Allora risparmiammo un milione di euro che adesso viene speso nel nome di una logica che non è certamente la mia, che non condivido e che non avallo”.

Insomma, una presa di distanza bella e buona. 

Luigi D’Eramo

Si allinea Luigi D’Eramo, coordinatore della Lega: 

“Apprendiamo, solo da notizie di stampa, che il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha provveduto, il 26 novembre, alla nomina di Paolo Gatti come componente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Regione Abruzzo. Prendiamo atto della sostanza del provvedimento e, soprattutto, del fatto che, nonostante i ripetuti richiami della Lega a una maggiore concertazione delle decisioni, il “metodo Marsilio” non sia affatto cambiato nel corso dei mesi, continuando a perseguire la via di scelte effettuate in maniera pressoché personalistica. Constatiamo con favore, invece, quella che è quasi un’anomalia: Paolo Gatti, stranamente, non è romano”. 

Ironia a parte, ci sono due fonti aperti: D’Eramo ce l’ha con Sospiri perché la decisione non è stata concordata (vecchia lamentela della Lega, che già ai tempi di Bellachioma non veniva informata delle nomine), e perché il famoso metodo Marsilio continua a penalizzare il Carroccio. 

E anche Mariani, dall’opposizione, ci mette il carico da undici: Gatti, già consigliere e assessore regionale della Giunta Chiodi, già assessore comunale di Teramo, già candidato alla Camera con Fratelli d’Italia, già coordinatore di Forza Italia a Teramo, già ispiratore del gruppo civico teramano Futuro IN e dell’associazione politica “VERSO”, già padrino di Consiglieri d’Amministrazione vari in società pubbliche teramane, non è proprio uno che incarna quel principio di terzietà necessario per andare alla Corte dei Conti. Mariani scrive di aver fatto presente questo aspetto sia ai capigruppo che a Sospiri, ma inutilmente.

“Probabilmente la necessità di mettere in campo questa “sveltina” ha prevalso, con l’avallo del presidente romano Marsilio, in vacanza negli Stati Uniti, che ha urgenza di fare incetta di posizioni per il suo partito spianando la strada all’ormai prossimo passaggio a Fratelli d’Italia del Presidente Lorenzo Sospiri e di una nutrita pattuglia di amministratori gattiani sul territorio. La sensibilità istituzionale, questa volta, è stata ridotta a straccio pur di placare la fama delle poltrone per allargare le fila del partito della Meloni“.

ps: Insomma, alla fine l’Abruzzo diventa merce di scambio, per una partita elettorale.




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