·Capo si nasce·

#BabyBoss (Regia: Tom McGrath. Con: Alec Baldwin, Steve Buscemi, Jimmy Kimmel, Tobey Maguire. Genere: Animazione, Commedia,Family)

Cari Maperolisti, sapete che ogni tanto vi rifilo un film di animazione, ma tra di voi, ne sono certa, vi sono moltissimi adulti non cresciuti (come me) oppure genitori convinti che il cinema sia un elemento necessario dell’educazione e della crescita dei figli (ancora, come me). L’autore di Baby Boss è lo stesso che ha creato la saga irresistibile di Madagascar e dunque le premesse di qualità ci sono tutte. In questo cartone poi si scelgono temi e personaggi controcorrente rispetto al consueto: non sono gli animali ad essere protagonisti, ma i bambini o meglio i neonati. Per di più contrapposti, nell’economia della narrazione, ai cuccioli di cane, di gatto, di coniglio. A tutti i cuccioli che nel mondo stanno rimpiazzando appunto quelli di uomo. L’argomento è serio e spinoso: sempre più persone scelgono di destinare il proprio amore e la propria dedizione “genitoriale” ai “pets” anziché ai bambini. Diminuiscono i numeri dei neonati, quanto aumentano i criceti e i cagnolini di razza (una tendenza affatto lontana dalla realtà). Fare figli è impegnativo e lo è ancora di più il “dopo”: crescerli ed inserirli nelle vite già piene di ciascuno. Nel film, un fratellino sconvolge l’esistenza felice di Tim, a sette anni, quando già pregustava l’essere unico a vita. Ma evidentemente non è un fratellino “normale”, bensì un piccolo “capo” in missione speciale: appunto, combattere lo strapotere dei cuccioli sui neonati. Sulla storia, tratta da un romanzo di Marla Frazee del 2010, ed articolata in modo fantasioso con una divertente trovata su “come nascono i bambini” (altro che cicogne o cavoli) si inserisce una bella riflessione sul rapporto tra fratelli, sulla difficoltà di accettare un “invasore” delle proprie abitudini, sulla sofferenza di dovere dividere l’amore dei genitori, fino a quel momento goduto in esclusiva assoluta. Insomma, una singolare (per i nostri tempi) esaltazione della fertilità, della serie: fare bambini è sì molto spesso un’impresa per grandi e piccini (primogeniti in particolare) ma comunque fa bene, nel complesso, alla vita. La incasina, a volte fa scoppiare le coppie (ma sarà un bene in fin dei conti?), ciascuno deve resettare le proprie abitudini adeguandole a pannolini e omogeneizzati (ed è solo l’inizio!) ma è una grande occasione di crescita e un moltiplicatore di amore. Potremmo suggerirlo al ministero della salute come (stavolta) meraviglioso spot per un futuro fertility day! A me ha fatto ridere e poi (in qualche modo) in quel bimbetto con la propensione del capo (sin dal primo vagito) sempre accigliato ed autoritario mi sono, simpaticamente, ritrovata.





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