·Ciancaione in due staffe·

Il piede in due staffe proprio no. Lo dice con fermezza l’Autorità anticorruzione che nella seduta del 21 settembre scorso ha stabilito che c’è incompatibilità tra gli incarichi di dirigente del servizio Bilancio del dipartimento Risorse e organizzazione della Giunta regionale abruzzese e di consigliere comunale della città di Roseto: Rosaria Ciancaione quindi, nonostante si sia abilmente arrampicata sugli specchi per tentare di mantenere lo scranno in Consiglio comunale e il posto da dirigente regionale, dovrà scegliere tra i due incarichi. Tutti e due non potrà più mantenerli. E lo dovrà fare entro quindici giorni, secondo la diffida che le ha inviato il responsabile prevenzione corruzione della Regione, dopo aver ricevuto il parere di Raffaele Cantone.

Rosaria Ciancaione

Rosaria Ciancaione

Se la Ciancaione non dovesse optare, l’autorità anti corruzione ne dichiarerà la decadenza dall’incarico di dirigente e risolverà il suo contratto. Ma non solo: spetterà sempre all’Anticorruzione applicare le sanzioni alla dirigente, che ha rilasciato dichiarazioni “mendaci”, cioè di non essere nelle condizioni di incompatibilità, e tutto al solo scopo di conservare il doppio incarico.

Una storia vecchia, che va avanti dell’elezione della dirigente al Comune di Roseto: è il 13 luglio quando Cristina Gerardis, il responsabile dell’Anticorruzione Abruzzo scrive all’Anac segnalando che la Ciancaione, assunta dalla Regione il 30 novembre 2015, è stata eletta nel consiglio comunale di Roseto, città con più di 15 mila abitanti. Ma nell’atto di notorietà la dirigente del Bilancio scrive che non esistono cause di incompatibilità allegando il parere del proprio legale di fiducia, in quanto

“l’incarico di dirigente del servizio Bilancio non comporta l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione”.

Cristina Gerardis

Cristina Gerardis

Insomma, la Ciancaione afferma di essere una “sottoordinata al direttore regionale” e quindi di non avere autonomia di gestione. Lo stesso parere viene inviato al Comune di Roseto.

Ma l’Anac non la pensa così, e ribadisce che sono da comprendere nell’applicazione della disciplina “tutti gli incarichi dirigenziali presso le pubbliche amministrazioni”, anche perchè ai dirigenti, ai quali è conferita la responsabilità di un ufficio, “spettano poteri di gestione autonomi”. Insomma, tutti gli incarichi dirigenziali interni ed esterni mediante i quali sia attribuita la responsabilità di un servizio o di un ufficio, secondo l’Anac, sono soggetti alla disciplina che regola le incompatibilità.
E la Regione Abruzzo, che fa sempre come le pare, e spesso se ne infischia di leggi regolamenti curricula e incompatibilità, questa volta dovrà adeguarsi.

La Ciancaione con Valentina Vezzali

La Ciancaione con Valentina Vezzali

ps1: anche se la Ciancaione ha già annunciato ricorso al Tar. Quando si dice la poltrona. Anzi, meglio, le poltrone.
ps2: la Regione “facciamo come ci pare”, oltre al caso Ciancaione, si segnala anche per un’altra anomalia: nonostante varie sollecitazioni l’avvocato Daniela Valenza, presidente Ersi e da un mese segretario di giunta, e quindi fedelissima di Luciano D’Alfonso, non provvede a pubblicare sul sito della Trasparenza il proprio curriculum, così come hanno fatto tutti gli altri dipendenti. E naturalmente in tanti si chiedono come mai. Dell’avvocato Valenza si sa comunque che ha lavorato presso lo studio dell’avvocato Giuliano Milia a Pescara, ai tempi del processo “Housework” nel quale era imputato il governatore D’Alfonso. Basta la parola.




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