·Camillo al capolinea·

Anche quest’altra cosa è fatta: il Frecciarossa in Abruzzo, ci informa il sottosegretario. La Regione bleffa pure sui colori. Ma non è per questo che Camillo D’Alessandro scenderà dal treno. I motivi sono altri e sono culminati in una litigata storica col presidente Luciano D’Alfonso qualche giorno fa. Non c’entra neppure che lui, strada facendo, si sia trasformato nel compagno Boria, anche se i cappelli e specie quelli da sottosegretario danno alla testa.

Camillo D'Alessandro

Camillo D’Alessandro

Forse c’entra un po’ l’Expo, se persino la Sovrintendenza si è lamentata della sottovalutazione del patrimonio architettonico abruzzese e della scelta di una sede così periferica a Milano. E c’entra che bisogna fare posto ad Abruzzo civico. In ogni caso lui non sarà più sottosegretario: con l’assessorato ad Andrea Gerosolimo, il titolo potrebbe passare a Mario Mazzocca di Sel.

Che D’Alfonso non può permettersi di perdere, un po’ perché un voto e’ pur sempre un voto e con questi chiari di luna non si sa mai, e soprattutto perché Sel appoggia Marco Alessandrini a Pescara, un appoggio che non è stato fatto mancare neppure dopo lo sgombero del mercatino dei senegalesi o dopo la grana dell’inquinamento del mare. D’Alessandro probabilmente andrà a fare il capogruppo, a patto che Sandro Mariani sia disposto a mollare. E Mazzocca diventerà sottosegretario. La manovra verrà digerita perché sarà frullata in un più ampio rimpasto di deleghe e programmi.

D'Alfonso con Alessandrini

D’Alfonso con Alessandrini

 E nel mirino c’è anche qualche fetta di competenze di Donato Di Matteo, se non la sua poltrona per intero. In ogni caso la contropartita, per l’uno o per l’altro o per tutti e due (D’Alessandro & Di Matteo) sarà il seggio parlamentare. Le trattative fervono, e il segretario del Pd Marco Rapino ha fatto sapere che le poltrone sono a disposizione.Anche perché i democrat finora hanno fatto asso pigliatutto.

E arriviamo al Freccia Rossa. Dopo essersi impegnato a recuperare la fermata del Freccia bianca a Giulianova, dopo aver lisciato l’appuntamento con Trenitalia per la fermata di Vasto (ma lui e D’Alfonso avevano già litigato), ora D’Alessandro ci vende il Freccia rossa. Che non è sinonimo di Alta velocità. No, l’Abruzzo non ha e non avrà l’Alta velocità, che significa realizzazione di linee, binari, infrastrutture (le famose Reti Ten-T che forse avremo nel 2023, se tutto va bene). Non per ora.

Il post di D'Alessandro

Il post di D’Alessandro

Il Freccia rossa Milano-Bari viaggerà in alta velocità solo da Milano a Bologna, da Bologna in poi viaggerà come un normale Freccia bianca, e in Abruzzo fermerà soltanto a Pescara, per fortuna. Il treno cambia soltanto colore, ma uguale resterà il prezzo. Ecco, che la Regione Abruzzo venda agli abruzzesi gassosa per champagne, e’ davvero grave. Bleffare sui colori, ma che figura.




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