·Cambio di stagione·

Sono diversi mesi oramai, dopo quelli del lockdown, che siamo tornati a girare per le nostre strade. Eppure solo da qualche giorno mi sono reso conto che ai semafori non ci sono più i mendicanti che incontravo prima. Li chiamavano gli invisibili. Eppure li vedevo. Cosa è successo? E’ vietato mendicare? Certo, nei tre mesi in cui siamo tutti dovuti restate a casa e potevamo uscire solo per la spesa o per il medico, c’era poco da mendicare. Tra le tante categorie in crisi, non ho sentito parlare dei clochard, come dicono i raffinati. Che ne è di loro?

* * *

Da un anno esatto non faccio il cambio di stagione. Era ottobre, forse novembre di un anno fa, per l’appunto, e di domenica tirai giù i vestiti dell’inverno e portai su quelli dell’estate. Senza un metodo particolarmente preciso come questa sintetica indicazione potrebbe lasciar pensare. Il tutto avvenne infatti con un certo numero di pantaloncini da mare inutilmente lasciati nel cassetto di sotto e con un certo numero di pantaloni pesanti inutilmente lasciati nel ripiano più alto. Schegge di un mai domato casinismo. Grosso modo, però, il blocco di abiti primaverili passò in alto, nella parte del non uso, e un corrispondente blocco di abiti autunnali passò di sotto, nella parte dell’uso quotidiano.

Era dunque di questi tempi, più o meno. Poi è arrivato l’inverno pieno, quando già si addensavano nubi dalla Cina, anche se continuavamo ad affollare e assembrare. Ballavamo, con deliberata inconsapevolezza, su un continentale Titanic.

C’erano tutti gli elementi per aspettarselo, il Covid – 19, ma quando poi la stretta è arrivata pure da noi, c’è stranamente sembrato che fosse all’improvviso. Perché un conto è leggere che altrove accade qualcosa, un conto è viverlo qui, vicino a te. Insomma la stretta è arrivata e ci siamo ritrovati chiusi in casa, per tre mesi. E quando stai sempre a casa, il cambio di stagione non è che serva a molto. Un po’ perché tra le mura domestiche fai in modo di avere sempre la stessa temperatura. Un po’ perché se proprio hai caldo, beh, di tanto in tanto tiri giù una maglia, un pantalone più leggero, una felpa. Sono andato avanti così fino a giugno. Un attimo dopo era estate piena, ma nel frattempo, un capo alla volta, mi ero tirato giù molto, senza fare mai un vero e proprio cambio. Nell’armadio convivevano una felpa e un gilet di lana, un pantalone di cotone e uno di velluto. Qualche maglietta dimenticata su. Qualche pantalone lasciato giù. Tanto, un po’ era casa, un po’ era lavoro. Un po’ libertà e un po’ schiavitù. Un po’ state tranquilli e un po’ fate attenzione. In questo cocktail di sapori e umori opposti, è venuto naturale tenere insieme gli abiti dell’estate e quelli dell’inverno. Almeno a me.

Adesso però qualcosa è cambiato. Tutti questi mesi di promiscuità un po’ m’hanno rotto. Anche perché a trovare ciò che cerco impiego il quadruplo del tempo. 

Dopo un anno passato a far convivere caldo e freddo, coraggio e paura, salute e malattia, voglio provare a lanciare un segnale. Rimettiamo le cose a posto, Covid o non Covid, coprifuoco o non coprifuoco, lockdown o non lockdown. Ho bisogno di ordine, schema, precisione. Ho deciso: domani rifaccio il cambio di stagione.

* * *

E’ sera. Fermo al semaforo, finalmente lo vedo: il volto familiare di un mendicante. Sì, è proprio lui, barcolla tra le macchine con un bicchiere in mano, l’aria sempre un po’ ubriaca, la bottiglia lasciata nell’aiuola. 

Quasi lo vorrei abbracciare. Gli allungo una mancia generosa. Forse troppo, mi dico subito dopo. Ma sono contento e quindi dai, ho fatto bene.

Mentre il barbone, non so quanto grato, ma sicuramente ubriaco, si allontana, mi rendo conto che è sempre vestito allo stesso modo, a gennaio come ad agosto. Indossa lo stesso  cappotto lungo sulle gambe nude. Con il caldo e con il freddo. Con sole infuocato e con il gelo invernale. Sempre.

Non fa il cambio di stagione, lui. 

Per scelta o per necessità, ma tant’è.

E adesso sta lì, in salute, Covid-free e ubriaco. Libero, in fondo.

E se avesse capito tutto, lui?

Non sono mica più tanto sicuro di voler fare il cambio di stagione.

Intanto, ora che arrivo a casa mi stappo una bottiglia di vino.

Al resto penserò domani.




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