·Caccia alle streghe nei 5 Stelle·

E alla fine eccola qua: è arrivata la Santa Inquisizione. Tempo di elezioni, di sgambetti, di pugnalate alle spalle, tempo di sospetti. Così il Movimento 5 stelle abruzzese (ma anche non) corre ai ripari (mica si scherza, a febbraio si vota e mica si può correre il rischio, come si paventa da più parti, che il candidato presidente venga impallinato) e ieri, con una mail inviata a tutti gli iscritti, annuncia la nuova trovata per reclutare gli spioni. Un nuovo angolo della piattaforma Rousseau che si chiama “Segnalazioni” dove chi vorrà potrà sfogare il proprio rancore nei confronti di chi non si attiene alle regole. Quali regole, poi.

Di Maio e Marcozzi

Da ieri è on line “Segnalazioni”, evviva evviva: è il nuovo strumento dedicato a tutti gli iscritti al Movimento 5 stelle “che potranno segnalare  in maniera puntuale e tempestiva iscritti, candidati e portavoce eletti che non rispettano i principi che stanno alla base del Movimento”

“Il Movimento 5 stelle è una comunità che si regge sul supporto di tutti, e abbiamo bisogno del tuo aiuto per tutelare il lavoro e l’impegno degli iscritti, garantendo equità, merito e giustizia – si legge nella mail – “Segnalazioni” sarà l’unico strumento attraverso il quale avanzare le segnalazioni. Per avanzare la tua segnalazione, dopo aver fatto login su Rousseau, è necessario compilare nel dettaglio l’apposito form inserendo i dati della persona che vuoi segnalare, il ruolo che ricopre (iscritto, candidato o portavoce) e la regola che è stata violata. Ogni segnalazione per essere sottoposta a valutazione deve contenere necessariamente una documentazione completa ed esauriente che dimostri l’effettiva violazione di comportamenti, azioni o condotte segnalati”.

Insomma, spiate e raccontate.

“Le segnalazioni non supportate da adeguati riscontri oggettivi, assimilabili a “intento persecutorio” nei confronti del segnalato, possono portare all’apertura di una procedura disciplinare a carico del segnalatore. Sarà il collegio dei Probiviri, l’organo che vigila sul rispetto dei doveri degli iscritti, a irrogare le sanzioni disciplinari secondo le modalità stabilite dallo statuto e nel rispetto del codice etico”.

Il paradigma culturale è sì, proprio la Santa Inquisizione, il sicofante, il bacio di Giuda. E’ grave, gravissimo che l’ortodossia del movimento sia affidata al timore della delazione piuttosto che alla linearità delle condotte. Se è beato il Paese che non ha bisogno di eroi, meglio se la passa il partito che non ha bisogno di delatori.

ps: sempre con buona pace dell’italiano perché, a parte le ripetizioni (segnalazioni è diventata evidentemente un’ossessione, tanto è ripetuta), alla lettera “Che non dimostri l’effettiva violazione di comportamenti” non significa proprio nulla.





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