·Bocciato l’asse Dalfy-Federica·

Bocciato il tandem D’Alfonso Chiavaroli: l’accordo tra il presidente della Regione Abruzzo e la sottosegretaria alla Giustizia si è rivelato un buco nell’acqua. Ieri le elezioni del Consiglio provinciale di Pescara si sono concluse 7 a 5 per il centrosinistra, che ha perso un consigliere rispetto alle scorse elezioni a vantaggio del centrodestra.

D’Alfonso e Di Marco

Una sconfitta politica per Dalfy, la sottosegretaria e per lo stesso presidente Antonio Di Marco, nonostante le maratone per il territorio, i selfie e le inaugurazioni delle rotatorie condivise col governatore. Nessuno dei due candidati appoggiati dal tandem Dalfy-Federica è stato eletto: né Giorgio De Luca sindaco di Manoppello (tra l’altro di centrodestra), né Mario Semproni sindaco di Penne, appoggiato in barba al fido Maragno, sindaco di Montesilvano: è finita che Semproni è rimasto a casa e Maragno è stato eletto, nonostante il tradimento di due consiglieri che hanno votato per il sindaco di Penne.

Gli eletti del centrosinistra

Va in crisi anche la leadership di D’Alfonso, che riesce sì a fare eleggere Piernicola Teodoro (e per questo il governatore ha presidiato Palazzo di città dalle prime ore del mattino), elezione che gli consente di onorare il patto con i Teddybois stretto quando è stata defenestrata la figlia di Gianni dalla giunta comunale, ma perde su tutto il resto della linea: gli altri consiglieri eletti (tra cui tre donne) sono tutti in quota Toni Castricone e Donato Di Matteo. Tra l’altro la beffa finale è l’elezione di Maragno, tradito da Federica proprio all’ultimo istante: lui, proprio lui che per la sottosegretaria aveva fatto carte false, rischiando di essere messo all’indice da tutto il centrodestra.


Silvina Serra, Leila Kechoud Annalisa Palozzo, Enzo Catani, Franco Galli, Pietro Gabriele e Piernicola Teodoro sono gli eletti del centrosinistra: 4 di Castricone, 2 di Di Matteo, uno solo di Dalfy. Per il centrodestra sono stati eletti Lorenzo Lilli, Francesco Maragno, Vincenzo D’Incecco, Antonio Zaffiri e Giancola Maurizio.

Federica Chiavaroli

La sconfitta più pesante è però proprio per la sottosegretaria, a caccia disperata di una base elettorale dopo che ha perso ogni rappresentanza a Pescara dove non ha più nessun consigliere: il patto con De Luca e Semproni e l’alleanza con Dalfy si sono dimostrati perdenti e scellerati. E alle prossime elezioni, per lei sarà un problema: senza voti, addio Parlamento, addio poltrona.
ps1: l’aria sta cambiando. E i giochetti, le alleanze trasversali, i tradimenti non pagano più.
ps2: dopo il referendum, per Dalfy & c. è la seconda, sonora batosta.




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