·Bocciato il Masterplan·

Niente, non ne imbrocca una. Il masterplan della Regione Abruzzo, quello dei maxi tavoli con intorno fior di professionisti professoroni consulenti per tutte le stagioni e per tutti i governatori di destra e di sinistra e anche quelli shakerati come Luciano D’Alfonso, dei maxi vertici con parlamentari sindaci e sindacati, e delle promesse, trenta a te quaranta (milioni) a quell’altro, è stato rispedito al mittente. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi l’ha rimandato indietro: bocciato. Luciano D’Alfonso dovrà metterci una pezza, se vuole stare al passo con le altre Regioni. E tagliare un po’ di spese e soprattutto mitigare le pretese. Insomma, una scala di priorità, sennò non se ne parla. Per ora, uno schiaffo in faccia.

master

Alla Regione facce tiratissime e urla fino al Gran Sasso. E grande diplomazia. Nessuna bocciatura, nessun no definitivo, semplice interlocuzione col ministero, minimizzano. In fondo quello dell’Abruzzo insieme al Comune di Bari è un progetto pilota, e qualche sbaglio ci può stare. Si tratta insomma di aggiustare il tiro. E se il sottosegretario De Vincenti ha detto chiaro e tondo che in fondo il masterplan è un libro dei sogni e che quindi non serve a niente, occorre indicare le priorità, ridurre le pretese, correggere, moderare tutto. Sogni sì, ma con i piedi per terra. E in fondo, trenta milioni al comprensorio Passo Lanciano-Maielletta suonavano davvero come uno sproposito.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

Un altro progetto che è saltato è stato quello di Barbara Ciarrapico, un’imprenditrice del turismo che era inserita nel masterplan fino a due giorni fa: da lei ora partono bordate di quelle pesanti. La Ciarrapico, figlia di Antonio, l’ambasciatore e storico di Bomba morto lo scorso anno, e cugino del Ciarra, presenta un progetto di trasformazione di Pennadomo da borgo a resort turistico all inclusive. Dove la popolazione diventa protagonista dell’impresa, il borgo a km0 con prodotti del territorio, e tutte queste belle cose. E dietro, una Fondazione che acquista e ristruttura gli antichi edifici. E’ chiaro: il progetto incanta D’Alfonso, e la figlia dell’ambasciatore a ottobre scorso ottiene che il suo progetto venga inserito nel masterplan del sud. La Regione le promette otto milioni di euro. Poi improvvisamente, la scoperta: il progetto scompare dal Masterplan. Provano a rabbonirla dicendole che sarà finanziato col Por-Fse 2014-2020, ma lei non abbocca. E scrive una decina di mail al veleno. Se la prende con D’Alfonso naturalmente, che l’aveva rassicurata fino all’ultimo. Lo definisce un <presidente in campagna elettorale permanente>, e via di questo passo. Naturalmente il suo non è il solo progetto a saltare. La Ciarrapico è imbufalita:

<Hai tenuto una delega al turismo senza capire nulla di turismo e senza avere il tempo di occupartene – scrive in una mail indirizzata al governatore – E’ un atto di grandissima irresponsabilità. Avremmo potuto creare migliaia di posti di lavoro col progetto Pennadomo, uscire dalla crisi in poco meno di tre anni. Ma tu non ha visione, né ce l’ha Lolli o D’Alessandro>.

Barbara Ciarrapico (a destra)

Barbara Ciarrapico (a destra)

Ecco, la Ciarrapico forse è soltanto un’imprenditrice delusa. Ma è una a cui avevano promesso la luna. La stessa luna poi offerta a Passolanciano e a ogni comune comprensorio città o provincia d’Abruzzo. La gallina dalle uova d’oro. Da rifare, entro fine mese nuovo confronto con Palazzo Chigi. E speriamo che superi l’esame. Non la gallina, il Masterplan.




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