·Bilancio, di nuovo bocciati·

Senza i rendiconti degli anni precedenti non si va da nessuna parte: la Corte dei Conti boccia il bilancio di previsione 2016-2018 della Regione Abruzzo, ed è l’ennesima bastonata che arriva dai magistrati contabili.
Per la prossima settimana Luciano D’Alfonso e Fabrizio Bernardini hanno convocato una conferenza dei direttori ma i responsabili degli errori e dei ritardi, che hanno nome e cognome, resteranno a quanto pare ben saldi al proprio posto.
E con questa sonora bocciatura viene messa una pietra tombale, almeno per il momento, sulla riduzione delle tasse: i revisori sottolineano che stime aggiornate in materia di Irap e addizionale Irpef non destinate alla sanità “non consentono alcuna riduzione/esenzione”.

D’Alfonso e Paolucci

Poi la mazzata per la classe politica:

“La Regione ha proiettato – scrive la Corte – nei documenti programmatori esaminati, gli inadempimenti reiterati e i notevoli ritardi accumulati, più volte messi in luce da questa sezione”.

Inadempimenti reiterati e ritardi: tre parole che ricorrono spessissimo nella lunga relazione della Corte, che sottolinea come sia impossibile verificare l’attendibilità dello strumento finanziario, la stessa “coerenza e congruità delle poste in bilancio” a causa dell’assenza della rendicontazione pregressa. Mancano all’appello 4 rendiconti a partire dal 2013, e questo vizia tutta la programmazione successiva.
Non solo: la Regione Abruzzo non si è dotata dei nuovi strumenti normativi contabili. E’ quindi rimasta ancorata ai vecchi schemi e così dimostra “una radicale disattenzione per la riforma dell’armomonizzazione contabile”. Ma è sempre l’assenza dei rendiconti che vizia i passaggi successivi e che “si proietta anche al bilancio di previsione 2017-2019”.
E’ quindi un errore grave e insuperabile predisporre un bilancio di previsione 2016 e un bilancio pluriennale 2016-2018 in cui l’avanzo di amministrazione presunto sia indicato come prima posta in assenza di documenti consuntivi e quindi di risultati certi degli esercizi precedenti. Tutti elementi, questi, che minano la legittimità del bilancio di previsione e anche di quello 2017-2019, anche perchè la media presa a riferimento nel documento finanziario della Regione non è quella dell’ultimo quinquennio come sarebbe logico, ma quella dei cinque anni precedenti (2010-2014).

Ebron D’Aristotile

E’ un principio, quello della continuità, che era stato ricordato più volte dalla Corte dei Conti:

“Ogni determinazione infedele si riverbera a cascata sugli esercizi successivi, coinvolgendo in modo durevole l’equilibrio di bilancio”.

Una sola concessione viene fatta alla Regione: la diminuzione dell’indebitamento, dovuta anche alla mancata sottoscrizione di nuovi debiti. Ma non è sufficiente per bilanciare il giudizio negativo dei magistrati.
Vanno giù duri anche i revisori, e le loro parole vengono sposate totalmente dalla Corte: la Regione ha disatteso gli impegni assunti

“ad approvare entro il 31 gennaio 2016 un piano di azione straordinario finalizzato a definire modalità, tempi e mezzi per il riallineamento del ciclo di bilancio a termini di legge procedendo all’approvazione di tutti gli adempimenti ancora sospesi per il 31 luglio 2017”.

Fabrizio Bernardini

Insomma, peggio di così non poteva andare: ma la Regione, che ha partecipato all’adunanza pubblica nel tentativo di difendere le sue scelte, continua a operare come se non fosse successo nulla.
ps1: tra l’altro il vorticoso scambio di ruoli all’interno del Bilancio (le dimissioni del direttore Ebron D’Aristotile, ora semplice dirigente), sostituito da Fabrizio Bernardini che è anche capo di gabinetto di D’Alfonso e quindi poco dedito alle questioni finanziarie, le dimissioni della  dirigente Ciancaione, non hanno contribuito sicuramente a migliorare il Servizio: strumenti finanziari bocciati nel 2015, nel 2016 e anche nel 2017.
ps2: e sull’argomento, neppure un comunicato. Dalla Regione tutto tace.





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