·Benvenuti al grado zero del sesso·

#Uno zero (Un romanzo di Hanif Kureishi – Bompiani 2017)

Il titolo in lingua originale di questo libro (dal suo autore definito un thriller erotico) è The nothing, che forse, ancor più della traduzione in italiano, è capace di preannunciare il tema di fondo della drammatica rappresentazione di Kureishi. Il drammaturgo scrittore ed anche regista anglopakistano già in passato aveva focalizzato una sua opera sul sesso, senza fronzoli, senza amore. Ricordate Intimacy? Da cui fu tratto l’omonimo film (Nell’intimità, in Italia): se ve lo siete perso, andatelo a cercare, soprattutto se vi è piaciuto il clima di Ultimo tango a Parigi. Qui però è tutto diverso: il sesso tra il protagonista e la donna che da anni ama, ricambiato, è finito. Per la vecchiaia e la malattia; e, si comprende, per la notevole differenza di età. Lui ha superato gli ottant’anni e lei ne ha più di venti di meno. Il punto di vista, crudo, ironico, mai pacato, è quello di lui. Un uomo di successo, un regista conosciutissimo e apprezzato in tutto il mondo. Con lei hanno diviso la celebrità e la gioia della vita quando le cose vanno dritte, quando la fortuna, le doti, i sentimenti, la ricchezza consentono di pensarsi felici. Questa perfezione si spezza a causa di un progressivo impedimento a condurre una esistenza “normale”: tra loro si introduce, come un virus, un uomo più giovane. Una persona apparentemente insulsa, quanto, con evidenza, insidiosa per il loro rapporto. Forse è anche a lui che è dedicato il titolo. Quella persona è, sarebbe, uno zero, una nullità. È così che lo vede il protagonista. Ma diventa causa del peggiore dei mali quando si appalesa essere l’amante, immeritato, della sua adorata compagna. Dunque: che succede quando c’è l’amore, è forte ed immutato, ma per qualche ragione termina il rapporto intimo e fisico tra due persone? Cosa accade di quella relazione che pure molto si fondava sulla reciproca attrazione? Questo libro è quasi il rovescio della medaglia di Intimacy, ma l’ho apprezzato ancora di più. Perché è difficile parlare della terza stagione dell’amore, soprattutto quando non si è allo stesso punto. Quando uno dei due, come il regista anziano ed ammalato, si sente privato, depotenziato: si sente uno zero, appunto. Una nullità (ecco un altro riferimento al titolo). Eppure, lo abbiamo detto proprio qui, altre volte: la stagione dell’amore viene e va. I desideri non invecchiano, quasi mai con l’età.




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