·Benedetti tronista scomodo·

Se ne sono viste delle belle. E se ne sono sentite delle brutte. Il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Carlo Benedetti, Pd (“Ma qui dentro ci sto come i cavoli a merenda”), uno che non le manda a dire, è stato escluso dal festival dell’Unità dove sono sfilati passerellando sindaco presidente di Regione consiglieri e assessori. Tutti tranne lui. Ed è scoppiata una polemica grossa come una casa che sta facendo venire a galla tutte le magagne del Partito Democratico. E che sta tenendo banco sui social, fino ad arrivare sul tavolo di Matteo Renzi.

Carlo Benedetti

Carlo Benedetti

Uno da tenere alla larga, scomodo, e chissà poi che dice. Stefano Albano, il segretario Pd, stila la lista degli ospiti e Benedetti non c’è. E non ci sono neppure i consiglieri comunali. Si parlerà di ricostruzione, e Benedetti niente. La polemica esplode, il presidente del Consiglio comunale si fa sentire e Albano tenta di metterci una pezza: fa stampare gli inviti e Benedetti viene inserito alla bell’e meglio per i saluti.

“E che sono un tronista io, che faccio i saluti?”, risponde a caldo il presidente del Consiglio comunale.

Fuoco e fiamme, Benedetti sollecita una spiegazione. Albano a modo suo la dà, ma fa un’altra scivolata:

“Il mondo si divide in persone che lavorano al festival dell’Unità e persone che non vi lavorano”.

E rincara accusando il presidente di cercare un posto al sole. Ma per Benedetti invece il mondo si divide, giustamente, in

“persone che lavorano sempre, per vivere, e persone che non lavorano mai”.

Stefano Albano

Stefano Albano

Il riferimento è naturalmente al giovane segretario pd. Cos’è successo allora? E’ successo che al Festival hanno avuto voce e microfono i più governativi, gli amici, gli allineati, non quelli come Benedetti che avevano tuonato contro il ponte di D’Alfonso, il masterplan di D’Alfonso e le scelte sanitarie di Dalfy & Paolucci. Nella polemica si inserisce Alexandra Coppola, responsabile organizzazione del partito e membro della direzione nazionale, ed è un apriti cielo: lei (che è schierata apertamente per il sì) accusa gli aquilani di non aver previsto al Festival manco uno straccio di siparietto sul referendum, neanche un confronto. Non a caso, lo dice: nel capoluogo il gotha del Pd parteggia per il no. Le rispondono “con affetto” il capo di gabinetto di Cialente e altri membri del partito, ma sono coltellate.

Insomma, una grana che non ci voleva proprio. E poi Benedetti è uno che fa un po’ come gli pare, da tenere a bada. Che tra l’altro ha tutta l’aria di volersi sparare la carta della candidatura a sindaco dell’Aquila, senza passare attraverso le primarie che in questo caso, sarebbero primarie-farsa. Insomma, se non ci fosse Lolli a candidarsi, lui sarebbe pronto a giocarsi la partita.
ps1: sarà per questo che Dalfy, seduto tra la Pezzopane e Cialente, nel giorno della Perdonanza gli ha sibilato:

“Quando la finirai con questo atteggiamento tribunizio?”

ps: non la finirà, a quanto pare. Tanto se non parla al Festival dell’Unità, parla da qualche altra parte.




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