·Ballottaggio senza brividi·

Federica Chiavaroli con la Casini

Federica Chiavaroli con la Casini

Vince subito Annamaria Casini a Sulmona, e schiaccia il vecchio Di Masci. La candidata di Andrea Gerosolimo e Federica Chiavaroli festeggia venti minuti dopo la chiusura dei seggi e mette all’angolo non solo il Pd che manco si era presentato con una sua lista ma soprattutto Forza Italia con la regina dei confetti Paola Pelino che insieme al coordinatore azzurro Nazario Pagano portava Elisabetta Bianchi. Vince subito anche Sabatino Di Girolamo a Roseto, vince Mario Pupillo a Lanciano festeggiato con i cori della Virtus che non sono proprio beneauguranti, mentre a Vasto, quando a Sulmona e Roseto già si festeggia, Desiati sta ancora alle calcagna di Francesco Menna che la spunta solo a tarda notte: è lui il nuovo sindaco di Vasto. 

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E intanto a Sulmona hanno creato un evento su Facebook. Si chiama “Quelli ai quali Gerosolimo ha promesso la carica di assessore”, e si vede una foto con migliaia di persone chiappe al vento in fila davanti a una porta, che sarebbe quella dell’assessore regionale col piede in due staffe, alla Regione col centrosinistra a Sulmona col centrodestra fai-da-te.  “I Promessi Assessori – così li chiama Marco Massaro, l’ideatore dell’iniziativa – sono più numerosi delle stelle il Cielo”. Naturalmente l’evento è rinviato a domani, dopo il ballottaggio. Fino a quel giorno, “tutti appesi all’amo”.

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Francesco Menna

Francesco Menna

Mario Pupillo

Mario Pupillo

A Roseto, a dispetto delle contrapposizioni e delle sfide, Ginoble contro Dalfy e Dalfy contro Ginoble,  si erano accordati con Giulio Sottanelli alcuni mesi fa, e quindi in tempo per il primo turno. I politici sono fatti così, altro che storie. E il patto era questo: chiunque vinca al primo turno, l’altro lo appoggia. E’ toccato alla Ciancaione, la candidata di Dalfy sconfitta al primo turno, dover appoggiare il candidato ufficiale del Pd.

Di Girolamo con GInoble

Di Girolamo con GInoble

Il fatto è che non si e’ trattato di un apparentamento ufficiale ma di un accordo quatto quatto tra Giulio Sottanelli e Tommaso Ginoble con la benedizione del vice ministro dell’Economia Zanetti. Così quando la base lo ha scoperto (ma come, prima fuoco e fiamme e poi baci e abbracci?), per Sottanelli sono cominciati i grattacapi: pare che in tanti siano andati a votare Pavone, così Sottanelli si impara. Ma inutilmente: Di Girolamo è sindaco di Roseto.

Memorabili i commenti del dopo-partita, lanciati ai microfoni così, a caldo. La prima dichiarazione del sindaco di Roseto, viene riferita dal parlamentare Pd Tommaso Ginoble: “Mi ha chiamato, mi ha detto: Tomma’…”. Insomma, una dichiarazione di autonomia. Ma lo stesso Ginoble propone di  eliminare i ballottaggi per evitare gli apparentamenti (certo, quelli palesi, quelli occulti come a Roseto si continueranno a fare e pure peggio), e magari si risparmia pure: così avremo candidati eletti col trenta per cento dei consensi, la dittatura delle minoranze e tanti saluti. Anche la Casini dice via i ballottaggi, troppa fatica in questi quindici giorni.

ps:  E insomma, nella notte in cui perde Roma, Torino e Trieste che si aggiungono a Napoli, già persa tempo fa, il Pd si consola qui, con un paio di Comuni. Magra consolazione, ma magari ci scappa un’altra visita di Renzi, non si sa mai.

ps2: Abruzzo in controtendenza: nel resto d’Italia si assiste al trionfo dei Cinquestelle, qui ai ballottaggi i grillini non ci sono proprio. Qui scompare il centrodestra e tutto si muove dentro gli equilibri della maggioranza regionale.




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