·Azzurri, Pagano incorona Masci·

E siccome scorrono già i titoli di coda e lui la poltrona la dovrà lasciare presto, prestissimo, pare subito dopo Natale, Nazario Pagano è corso ai ripari. E ha proposto come suo sostituto al coordinamento regionale di Forza Italia nientemeno che Carlo Masci, il sindaco di Pescara. Che secondo i suoi progetti, diventerebbe una specie di sua controfigura, la sua longa manus in sella al partito.

Ecco pronta la soluzione che il senatore azzurro, che ha dovuto incassare le critiche più feroci per aver gestito Forza Italia in modo personalistico e per aver indotto la maggior parte degli iscritti a scappare verso altri lidi, ha prospettato a Silvio Berlusconi perché in Abruzzo cambi tutto per non cambiare nulla. Certo, a Berlusconi non gliel’ha prospettata così, ma gli ha detto che Masci è il nome giusto per rinnovare, cambiare e blablabla. Senza raccontargli che il sindaco di Pescara è in politica da trent’anni ed è approdato in Forza Italia da poco, dopo aver molto esibito l’appartenenza al mondo civico.

Masci con Pagano

Tutto pronto, quindi: l’azzeramento dei coordinatori è vicino e dopo la mini rivoluzione dell’agosto scorso con l’insediamento di un coordinamento di presidenza, il Cavaliere è ormai deciso a rinnovare il vertice abruzzese. E con la scusa degli auguri di Natale, Pagano gli ha fatto recapitare il nome del suo preferito per la successione. Come se quello di coordinatore fosse un titolo che si tramanda da padre a figlio.

Un figlio che gli garantirebbe fedeltà assoluta: Carlo Masci deve a Pagano il coronamento del sogno della sua vita, che senza di lui non si sarebbe realizzato. La scelta del sindaco a Pescara infatti sarebbe toccata alla Lega, e se non fosse stato per la per la pressione esercitata da Pagano & Sospiri sull’allora coordinatore del Carroccio Giuseppe Bellachioma e persino sui vertici romani, che determinò lo scambio con Forza Italia, Masci sarebbe andato in pensione da consigliere semplice. Seppure.

Pagano con Berlusconi

Una mossa architettata per tempo: qualche giorno fa Pagano aveva incoronato l’assessore regionale Mauro Febbo a responsabile organizzativo del partito (il posto che era stato occupato da Antonio Martino, dopo che anche lui si era dimesso con critiche feroci verso il coordinatore), un contentino per evitare che l’unico ancora in grado di dire qualcosa, potesse girargli le spalle. Insomma, strategie da condominio di paese che rischiano però di andare a segno.

ps: Adesso però l’ultima parola spetta a Berlusconi. E non è detto che abbocchi.




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