·Di Primio e l’autogol di D’Alfonso·

Umberto Di Primio ha vinto e gli abruzzesi non si bevono tutto. Non si bevono Febo con una sola b, che non era un candidato che spaccava lo schermo. Non si bevono soprattutto il giochetto del blitz e dell’ospedale che prima guarda caso doveva essere metropolitano e poi, miracolo, ritorna teatino perché i chietini non sapranno guidare ma non hanno l’anello al naso.

Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

Chieti conferma il sindaco uscente, con i suoi difetti ma con un distacco da far impallidire tutti gli altri. Con Di Primio vince il centrodestra tornato a denti stretti e solo per l’occasione compatto grazie a Mauro Febbo con due b che rinuncia a candidarsi, vince l’uomo che la felpa se l’e’ messa molto prima di Salvini, e la senatrice Federica Chiavaroli che è di Ncd ma va pure molto d’accordo con D’Alfonso. E D’Alfonso, si sa, quelli della parte opposta o li ama o li ama.

Perde sicuramente il governatore,che dopo anni di vittorie, accusa il primo colpo. Quindi Luigi Febo, lo sfidante di centrosinistra, non ha perso perché Dalfy non è andato al comizio di chiusura. Ma proprio perché c’è andato, a Chieti, qualche tempo prima: il blitz in ospedale per approvare la delibera di ricostruzione del policlinico con cui il governatore sperava di far dimenticare il progetto dell’ospedale megagalattico di Chieti-Pescara, e’ stato un autogol. Nessuno ci ha creduto, ben prima che Fabrizio Di Stefano (Fi) ne svelasse il bluff.

Con Di Primio quindi vince il municipalismo del sindaco che meglio ha saputo interpretarlo e perdono i metropolitanisti. Perde, per dirla tutta, anche Matteo Renzi, che va maluccio dappertutto e con lui il partito della nazione.

Febbo e Di Stefano

Febbo e Di Stefano

 

I saluti romani

I saluti romani

L’unico che non dovrebbe esultare e’ il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, secondo il parlamentare forzista Di Stefano: “Se ad un anno della sconfitta di Pescara e della Regione Abruzzo il centrodestra riesce a cogliere questo risultato vuol dire che gli abruzzesi hanno la maturità per premiarci quando con umiltà e serietà sappiamo proporci con un progetto credibile e viceversa ci puniscono dove ciò non avviene”. A Chieti ieri sera saltavano tutti gridando “chi non salta pescarese e'”. Saltavano anche quelli che facevano il saluto romano, che però è vergognoso.




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