·Augura la morte a due prof: il Classico nella bufera·

Augura la morte a due insegnanti. Succede al Liceo classico Gabriele D’Annunzio di Pescara, e succede che l’autrice del post sia un’amministrativa tecnica ausiliaria che è anche social media manager della scuola. A far saltare sulla sedia gli studenti e gli ex studenti del Liceo, la vignetta di Assunta Di Basilico, che secondo i firmatari della denuncia, non è nuova a queste uscite. 

Eccolo qui il post della morte, dove Assunta Di Basilico Tigre, si fa chiamare così, che si localizza non a caso al cimitero del Verano di Roma, scrive:

“Strumentalizzare le persone perché la vita non vi ha dato nulla di bello: la bruttezza ingoi dentro e fuori. Il diavolo è dentro di voi. Esorcizziamo queste bestie malvagie affinché il bene possa vincere il male. Preghiamo per loro affinché possa ritrovare la serenità nella vita”. E la vignetta che raffigura il leone e la volpe contiene una scritta: “La morte discenda su di voi, amen”.

Non c’è alcun dubbio, secondo Saverio Gileno e gli altri ex alunni del Liceo Classico che hanno scritto una lettera alla dirigente scolastica Donatella D’Amico, che quel post si riferisca a due insegnanti, “ree di situarsi, da anni ormai, su una linea fortemente critica rispetto a determinati fatti e molteplici dinamiche, riconducibili alle politiche della dirigenza e di alcuni suoi collaboratori”.

Insomma, è sconcertante, aggiungono gli ex studenti, che l’autrice del post, un po’ inquietante con i suoi riferimenti a diavolo ed esorcismi, sia la social media manager del Liceo.

La preside del Liceo classico Donatella D’Amico

E, a sentire loro, non è neppure la prima volta che la Di Basilico usa tali termini nei confronti delle professoresse, sempre con vignette allusive. Insomma: una collaboratrice della Preside ha di fatto augurato, sui social media, la morte a due docenti.

“Una vicenda del genere, in un luogo gestito con serietà e imparzialità, dovrebbe comportare l’immediata rimozione della Signora Di Basilico dalle sue mansioni – scrivono – un certo sconcerto suscita l’assordante silenzio della presidenza rispetto a queste vicende: è bene ricordare che uno dei primi compiti di un dirigente scolastico dovrebbe essere quello di tutelare i propri insegnanti.

No, tutto quello che sta accadendo è inaccettabile, ed è in contrasto con i valori del rispetto, capacità di ascolto, umiltà che vengono trasmessi dagli altri professori. 

La lettera si conclude con un appello alle famiglie e alle istituzioni: “Unitevi al nostro appello affinché si ponga fine a questo scempio”.




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