·Attrazioni fatali nelle Asl·

Una provocazione, quella lanciata dal manager della Asl dell’Aquila Giancarlo Silveri al governatore Luciano D’Alfonso. <Se me ne devo andare me lo devono dire loro>: risponde così il direttore generale, piccato e imbufalito dalle dichiarazioni di fuoco del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e dalla parlamentare pd Stefania Pezzopane sui 32 lavoratori del Cup licenziati, e poi per fortuna salvati in corner. Loro sono Luciano D’Alfonso e l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci. E’ una stagione di fuoco all’Aquila, sul tappeto ci sono concorsi, nomine e assunzioni e Silveri ha tutta l’aria di voler andare spedito per la sua strada.

Giancarlo Silveri

Giancarlo Silveri

 

Il manager è sprezzante: “Ritengo che non sia – conquistando poltrone per i propri sodali – sufficiente a risolvere l’inconcludenza politica alla quale assistiamo. E la mia disponibilità a lasciare, pur non dovuta, se richiesta dalle figure istituzionali competenti è sempre attuale. Quello che è certo è che non può essere un qualunque parlamentare o un qualunque altro politico locale a pretenderlo”.

La provocazione però è caduta nel vuoto, nonostante lo sberleffo e l’insulto (“inconcludenza politica”) nei confronti della classe politica che lo mantiene in sella.  Non è il solo, a farsi beffe del governatore e a infischiarsene delle sue vere o false direttive. D’Alfonso e Paolucci comunque non hanno risposto. Così Silveri, che sa quanta corda può tirare, resta saldo al suo posto. Come lui il manager di Pescara Claudio D’Amario. Decisioni che nel Pd nessuno riesce a spiegarsi e che hanno creato molti malumori nello schieramento di maggioranza, all’Aquila e a Pescara. La stessa verifica degli obiettivi che i manager devono raggiungere per strappare la riconferma, è fissata a sei mesi. Un tempo utile per accompagnarli a fine mandato. Le attrazioni fatali di D’Alfonso per i dirigenti ereditati dal centrodestra continuano.




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