·Asteroidi & c·

#ilViaggioDiArlo (Regia: Peter Sohn. Genere: animazione, avventura)

arlo

Vado a vederlo a scatola chiusa, dato che proviene dai creatori di Inside Out, che mi è piaciuto moltissimo, forse banalmente, come a quasi tutti (tranne Selvaggia Lucarelli). Se avete la fortuna di trovarlo nella versione 3D, ve lo consiglio perché è uno dei più belli che ricordo, a livello di Vita di Pi. Sei immerso in una natura fantastorica (tutto parte da una sliding door: l’asteroide per un filo non colpisce la terra, i dinosauri non si estinguono, anzi si evolvono in animali sociali e civilizzati, sono contemporanei ai primi uomini); le primordiali calamità, che poi sono le stesse di oggi (una scena ricorda il disastro del Vajont, anche se non credo in modo voluto), spaventano lo spettatore in una totale empatia visiva con il piccolo Arlo (che non è il bambino ma il dinosauro). L’avventura che segna la sua vita la condivide con una “bestiolina” che non è ancora un bipede ma non del tutto un quadrupede: Spot, un arruffato e selvatico cucciolo di uomo, che ulula anziché parlare, è ben lontano dall’educazione e dal garbo anche alimentare di Arlo (sgranocchia insetti come se fossero Chipster, mentre il dinosauro vegetariano si inebria del sapore delle bacche). Quindi, non fosse stato per quell’asteroide non era detto che l’uomo avrebbe dominato il mondo (sarebbe stato un bene?). Il film propone con leggerezza ma intensità riflessioni importanti, smuovendo la commozione, anche con scene che ne ricordano altre memorabili (per gli appassionati del genere, impossibile non vedere nella morte drammatica del dinosauro padre quella del Re Leone e della madre di Bambi). Ricorrente il tema della paura: la devi superare per riuscire a vedere la bellezza che ti circonda; ma anche, se ti accorgi di non riuscirci, resistile: solo così potrai scoprire di che pasta sei fatto. La figura simbolica è il cerchio, tracciato nella terra (con il muso, i dinosauri non hanno bisogno di attrezzi per coltivarla) intorno a chi ami, un abbraccio che non li fa andare più via. Dominante l’amicizia, anche tra diversi, che ti fa superare te stesso e diventare un essere migliore. Un po’ “sotto pelle” un messaggio di umiltà per gli uomini, un memento: facciamo parte della natura, come gli animali, le montagne, le cascate, la pioggia. Non le siamo estranei né superiori né dominanti. Quindi, dato che casualmente, sempre per via di quell’asteroide, siamo riusciti ad arrivare fin qui, cerchiamo di non perseverare nel rovinare tutto.

Il trailer del film lo trovate qui





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