·Argenio non si dimette, era uno scherzo·

Abbiamo scherzato, non si dimette più. Come il sindaco Umberto Di Primio, il consigliere pentastellato di Chieti Ottavio Argenio in una conferenza stampa ha annunciato che resterà al suo posto. No, ciò che aveva annunciato il 4 luglio scorso era soltanto frutto di rabbia e di debolezza per gli attacchi ricevuti. “Attacchi ingiusti, ingiustificati e nemmeno meritati”, quindi niente dimissioni.

Se la dice e se la canta da solo, Argenio:

“Non ritengo di aver commesso alcun errore il 2 luglio scorso e poi è bene che io resti per il lavoro fatto da me e da Manuela D’Arcangelo in questi quattro anni: non ci siamo mai risparmiati, nessun gruppo politico ha lavorato mai come noi, non ci siamo risparmiati, siamo il gruppo più prolifico: quindi è bene che io continui, finché sarà possibile”.

Il 2 luglio scorso i due pentastellati invece di assicurare la propria presenza al consiglio comunale di Chieti, in cui era in discussione il bilancio dell’ente e quindi la sopravvivenza dell’amministrazione Di Primio, erano in vacanza e avevano disinvoltamente postato le loro foto su Facebook: “Prima la famiglia”, aveva commentato Argenio, finendo in un mare di polemiche.

“Per  qualcuno potrà essere difficile da capire, qualcun altro invece non vorrà capire ma questo è quello che conta per me, qui ed ora! Le chiacchiere le lascio a chi non ha un ca@@o da fare. Saluti e baci”, commentava il grillino su Fb

La rete non perdona e in molti però gli hanno contestato di aver fatto passare il bilancio, probabilmente per conservare il posto da consigliere comunale. Non solo: altri gli hanno ricordato che negli enti pubblici le vacanze si fanno ad agosto e che pure gli avvocati, come lui, in questo periodo hanno ancora molto da lavorare visto che la sospensione feriale inizia  il 15 luglio. 

Insomma, alla fine è stato solo uno sbotto d’ira, una boutade, Argenio non si dimette:

“Siamo umani, il tempo di ragionare e mi sono reso conto che sarebbe stato assurdo: d’altronde se anche io e Manuela fossimo stati presenti in aula, sarebbero venuti altri a garantire il numero legale e ad approvare il bilancio”.

ps: Quindi, tanto vale andare in vacanza. Mica lo stipendio glielo pagano i cittadini.




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