·Apperò, sei Forte monsignore·

Apperò monsignor Forte, che immagine bella e che parole forti sono state quelle pronunciate davanti ai cancelli della Honeywell per i lavoratori in sciopero da 40 giorni.

“Faccio un appello forte perché si rispetti la dignità del lavoro e non si facciano scelte solo in base al profitto ma si accetti di interloquire aprendo un tavolo di dialogo con i lavoratori”.

Ci è andato solo lui a manifestare la solidarietà ai 420 lavoratori dell’azienda di Atessa dove si producono turbo-diesel che protestano contro la delocalizzazione dell’azienda.

“Delocalizzando si perde la qualità degli operai – ha detto l’arcivescovo di Chieti-Vasto rivolgendosi alla multinazionale – che per anni hanno perfezionato le proprie professionalità nel campo in cui operano. Tutto ciò va contro gli interessi della stessa azienda, che prima o poi ne pagherà il prezzo”.

Io sono un uomo di speranza, ha aggiunto monsignor Forte,

“e prego, e chiedo ai lavoratori di essere tenaci nel mantenere viva la speranza, questa è una causa che è giusto sostenere”.

E il religioso ha poi ascoltato le storie dei lavoratori, le loro vicissitudini, la difficoltà a vivere con i pochi soldi che percepiscono in questi giorni di lotta. Ma da Roma le notizie non sono confortanti, non ci sono molte possibilità che le richieste dei sindacati vengano accolte. Il braccio di ferro continua, ma le parole di monsignor Forte suonano davvero come un segnale di speranza, anche se forse non serviranno a molto.




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