·Apperò che bella la sposa del mare·

Succede sempre così, succede che la scopra prima il New York Times e che qui, invece, boh mai sentita prima (a parte qualche eccezione). Succede che si liquidi tutto con un’alzata di spalle, ma che sarà mai, la solita storia per gli emigrati d’America ai quali piace tanto l’Abruzzo tutto pecore e tagliatelle. Invece no. Poi la scoprono anche la Repubblica e tanti altri e allora la cosa si fa seria. Anzi, serissima. 

Anna Maria Verzino è una pescatrice in carne e ossa, e ha 83 anni e continua ad uscire in barca da sola, ed è vero talmente vero che è l’ultima pescatrice dell’Adriatico che per lei si sono accesi i riflettori dei giornali di tutto il mondo. E’ di Castel di Sangro ma vive a Casalbordino da sempre, ed è qui che la conoscono tutti e sono talmente abituati a lei che si meravigliano pure di tanta pubblicità. L’ha scoperta Annalisa Marchionna, fotografa di Castel di Sangro che ora vive a Milano (le foto pubblicate sono sue)

Anna Maria Verzino

“Avevo 14 anni quando mio padre Donato una notte mi mandò da sola ritirare le nasse con le seppie-racconta Anna Maria – fin da piccolissima uscivo a pescare con lui, nessuno riusciva a fermarmi, ci alzavamo a notte fonda per buttare le reti, in quel silenzio assoluto c’eravamo soltanto noi, il buio che annuncia l’alba e le lampare dei pescherecci. Tornai con le seppie, remando da sola, vincendo la paura. “Adesso ti sei sposata con il mare” mi disse mio padre. E infatti io sono questo, una sposa del mare”.

Annamaria non si è mai sposata, forse proprio per non perdere la sua libertà, e vive con la famiglia del fratello e i nipoti, abituati a vedere l’anziana zia uscire tutte le mattine all’alba e tornare poi col suo pescato. E’ una delle ultime pescatrice italiane, tra le prime ad ottenere la patente nautica. Bella, come i vecchi marinai, la pelle cotta dal sole come una ragnatela e gli occhi azzurri.

“Ho dovuto aspettare che ci fosse la legge sulla parità dei sessi per diventare ufficialmente pescatore, con tanto di prova di nuoto. Mi ricordo che andai a Ortona accompagnata da mio fratello e l’ufficiale nemmeno mi guardava in faccia e parlava soltanto con lui. Perché non te ne stai a casa a fare la calza come tutte le donne, mi chiese e io risposi che la calza la facevo quando non guidavo la barca”.

Gloria, la sua barca, che tutti aspettano al ritorno dal giro di pesca. Per Anna Maria il mare è tutto, la sua vita, la sua libertà. Ed è grata al padre che le ha lasciato la possibilità di scegliere, che l’ha incoraggiata. 

E non è una pescatrice qualunque, Anna Maria, è una alla quale piace leggere, soprattutto Camilleri. Peccato però che a Casalbordino non ci sia una libreria e che i pochi libri si trovino solo in edicola.

“Qualche volta vado a Vasto, ma spesso finisco per rileggere i libri che ho”.

Ed è un peccato, e quanto sarebbe bello che qualcuno si organizzasse per farglieli avere i libri ad Anna Maria, per consentirle di leggere e di spaziare per altri mari. 

Una vita di ricordi e di sacrifici, la sua, di uscite in barca quando è ancora buio, quando in giro non c’è proprio nessuno. 

La sua paura, racconta, è solo una: quella di svegliarsi un giorno senza più la forza di andare per mare, senza poter mettere in acqua la sua barca Gloria.

“Non mi fanno paura le tempeste, noi pescatori il mare lo conosciamo e non lo sfidiamo. Ho le unghie che spezzano le reti, ne ho ricucito così tante. Temo soltanto il giorno in cui sarò troppo vecchia per navigare nella notte, con le stelle e il vento. Ma spero che quel giorno sia ancora lontano”.

Apperò Anna Maria, sposa del mare e ultima pescatrice dell’Adriatico, te lo auguriamo con tutto il cuore. Ti auguriamo ancora tante uscite in mare aperto e tanti libri da leggere. La copertina dell’Abruzzo sei tu.




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