·Amore e guerra·

#Solealto (Regia: Dalibor Matanic. Con: Tihana Lazovic, GoranMarkovic, Nives Ivankovic, Dado Cosic, Stipe Radoja. Genere: drammatico)

solealto

Non so che diffusione di pubblico avrà questo film, ma dato che, concorderete con me, le cose belle e facili non esistono, vi prego scovatelo da qualche parte ed andatelo a vedere. È raro e prezioso. Ha preso il premio della giuria alla sezione “Un certain regard” all’ultimo festival di Cannes ed ha aperto il Trieste film festival dello scorso gennaio. Per fortuna quindi si sono accorti di lui e se qualcuno di voi lo andrà a vedere mi piacerebbe sapere se condividerà il mio entusiasmo per questo gioiellino croato. Il tema sembra semplice, banale direi: amore e guerra. Un binomio che è quasi una fusione di concetti, come ci insegnano anche i detti popolari (senza contare che L’arte della guerra di Sun Tzu può essere utile anche in amore). Tre episodi ambientati nello stesso luogo, un luogo di conflitto, villaggi serbi e croati (parole mai dette nel film, ma l’appartenenza si comprende dai simboli); una natura selvaggia pura cruda splendida sempre, nonostante le guerre degli uomini. Tre momenti distanti un decennio l’uno dall’altro: il 1991, il 2001, il 2011. I protagonisti sono un uomo ed una donna, legati da un destino di passione, singolarmente gli stessi, sebbene interpretino personaggi diversi: a non saperlo prima, si rimane spaesati nel passaggio da una storia all’altra, un effetto chiaramente voluto dal regista che è come se ci raccontasse l’amore in assoluto, le persone sono un mezzo per farlo, non importano i tempi ed i luoghi. In ogni storia c’è il dramma, della separazione, dell’odio razziale, della vendetta, dei sogni infranti. Ma vi dirò. Il film ha una sostanza positiva. È come se ci dicesse, con questa scelta particolare degli stessi attori che interpretano diversi personaggi nei medesimi luoghi, che a volte ci vogliono tre vite perché una cosa che vogliamo, una cosa bella e importante, si realizzi. È come se ci dicesse che se una cosa è destino che avvenga in mezzo, tra il volerla e l’averla, può accadere di tutto, anche una guerra, anche la morte. La colonna sonora ha la potenza della musica di quei luoghi, non solo popolare, anche rock. In tutte e tre le storie ritroverete un cane, un lago, una strada, un chiosco. Indifferenti, identici: delle sicurezze. Il regista ha detto: “in qualunque paese del mondo tu viva, la vita è troppo breve per sprecarla odiando. Il nazionalismo estremo non vincerà mai, l’amore sì”. Ecco. Onore alla sua creazione. 




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