·Americo se ne va, il Pd rinvia ancora·

Se n’è andato Americo Di Benedetto, portando con sé altri due esponenti del Pd aquilano, Emanuela Iorio e Antonio Nardantonio, se ne va elegantemente come sempre, anche se non gliele ha mandate a dire, al partito che lo aveva bellamente scaricato dopo le scorse elezioni amministrative. Si chiama “Il Passo possibile” la nuova formazione civica: l’ex candidato sindaco del centrosinistra l’ha presentata ieri in una conferenza stampa a Palazzo Fibbioni, affollatissima.

“Non è una decisione utilitaristica, chi mi conosce lo sa bene, nessuna prospettiva personale, non devo far nulla se non in funzione di quello che la città mi chiederà di fare, tantomeno in funzione di un consociativismo utilitaristico”,

ha detto. Nessuna candidatura, al momento non è in discussione e non si tratta neppure di puntare il dito contro il Pd, che però non ha fatto molto per trattenerlo. Un partito, ha aggiunto,

“che molto probabilmente non mette d’accordo tutti, ma si tratta di ritrovare entusiasmo”.

E la Iorio, forse a nome di tutti, ha anche aggiunto:

Albano (il segretario del Pd aquilano) ha detto che non è stato comunicato nulla alla direzione del partito? Se non ci si è resi conto del malessere allora era necessario che questo scossone facesse capire a chi non intende, anche quando gli viene detta una cosa”.

E tanto per chiarire, Di Benedetto ha concluso: 

 “Il Pd regionale non fa riunioni, ha fatto una sola direzione regionale dopo la sconfitta del 4 marzo”.

Ed è talmente vero che la direzione del partito, prevista per ieri pomeriggio alle 18 dopo una serie interminabile di rinvii, alla fine (come anticipato da Maperò), è stata ancora rinviata per l’ennesima volta.

“E’ diventata una barzelletta – commenta un esponente dem – questa volta hanno detto che bisogna aspettare l’assemblea nazionale prevista per oggi, ma poi si troverà ancora un’altra scusa”.

Marco Rapino

L’appuntamento di ieri in via Lungaterno a Pescara era stato inserito regolarmente anche nell’agenda del governatore Luciano D’Alfonso, alle 18 come previsto, ma poi nel corso della mattinata è stato cancellato.

Il fatto è che non è stato ancora individuato il successore di Marco Rapino: appare chiaro che la testa del segretario verrà offerta su un piatto d’argento, almeno per dimostrare che il Pd prende atto della sconfitta, ma nonostante i numerosi aspiranti segretari, la scelta non è stata ancora fatta. 

ps: e bisognerà aspettare anche le dimissioni del presidente/senatore.




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