·Alice come NIbali·

#AliceAttraversoLoSpecchio (Regia: James Bobin. Con: Mia Wasikowska, Jhonny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Michael Sheen, Sacha Baron Choen, Richard Armitage. Genere: Avventura, Fantasy).

alice

Nel giorno in cui Nibali ha dimostrato che ogni cosa è possibile, mi va di fare un salto nel fantasy, dopo l’iperrealismo del film cinese, cercando di farmi perdonare se lo avete considerato troppo heavy per il fine settimana. Perché penso a Nibali ed inizio con lui? A parte che le vittorie mi piacciono sempre, per di più quando sono in salita, ma l’impossibile è proprio uno dei temi di Alice ed una delle prime battute del film (da vedere inderogabilmente in 3D): l’unica maniera di ottenere l’impossibile è pensare che sia possibile. E lei è così, un’eroina anacronistica nell’Inghilterra ottocentesca dominata dagli uomini. Mentre le altre non aspettano altro che sposarsi, lei eredita dal padre la nave Wonder (e come in alternativa poteva chiamarsi?) e cavalca le onde del mondo sentendosi a casa in ogni dove (anche in Cina, appunto). Per farvi capire il tipo: la madre le chiede “devi essere sempre così testarda?” e lei “no ma così è più divertente”. Una convinta di “potere fare fino a sei cose impossibili prima di fare colazione”. Insomma un tipetto tosto che dà valore all’amicizia e che, per un amico, il cappellaio matto, ruba al Tempo (personificato meravigliosamente) la “cromosfera” che permette di proiettarsi nel passato.
Nel viaggio incredibile, che ognuno di noi in un angolo della mente vorrebbe fare, ci sono tutti i personaggi della storia originale di Carrol, rivisitati in chiave 2.0 ma ugualmente onirici e per questo bellissimi. Io adoro la malvagia regina di cuori perché è molto umana e si capisce che la sua cattiveria deriva dalle privazioni affettive e dall’insicurezza per il suo aspetto fisico, a confronto dell’angelica sorella. Una sua battuta divertente e tenera (in cui mi identifico): non mi abbandonare mai quando ho il broncio!
E mi piace l’idea di Saggezzilandia, un luogo armonico quasi impossibile da immaginare. Il film ci dice che non si può cambiare il passato ma che dal passato puoi anche imparare. Non solo a fare nodi resistenti (quello che ha insegnato la vita in mare ad Alice) ma anche a capire quanto sia importante sin da piccoli acquistare fiducia in se stessi (e quanto possa essere distruttivo un padre che ti dice “da te non mi sono mai aspettato nulla”). E a realizzare che il Tempo dona prima di prendere. Ogni ora ogni secondo. Nulla va sprecato. Non perché il Tempo sia denaro (Alice dice di no, ed io le credo) ma perché è un nostro alleato, è un maestro, uno strumento per realizzare i nostri sogni. Come fa Alice. Senza arrendersi.




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