·Alessandrini, fuga da Dalfy·

Non è proprio una prova muscolare, ma ci somiglia molto. Lui, Marco Alessandrini, il sindaco di Pescara che prende sberle a più non posso un po’ per colpa sua e un po’ per colpa di Luciano D’Alfonso, sorta di ingombrante padrino, adesso ha deciso di fare i compiti da solo. Così pare, almeno a leggere le due lettere che qualche giorno fa ha spedito prima al governatore e poi al presidente di Tua Luciano D’Amico, che è molto amico non solo di nome di D’Alfonso.

Marco Alessandrini

Marco Alessandrini

E quindi, facendosi beffe dell’esibizione teatrale del presidente della Regione che, convocate le telecamere, si è fatto ritrarre mentre attappa due scarichi abusivi sul fiume Pescara (che poi sono risultati già otturati da tempo), Alessandrini gli scrive, intanto per chiedergli l’elenco di tutti gli insediamenti industriali e artigianali del Pescarese, e poi per notificargli che a inquinare il fiume e quindi il mare, più che le industrie di cui si sa ancora poco e niente, sono i depuratori civili dei Comuni dell’entroterra: sono loro che inquinano sforando i limiti massimi previsti dalla legge. Ed è Pescara a farne fa le spese.

E insomma, una lettera è un atto formale. Non è mica una telefonata.

<Caro presidente, sono certo che gli interventi che la Regione ha programmato per il potenziamento del sistema depurativo dei centri della Val Pescara, per l’importo complessivo di 36 milioni di euro, contribuirà senza dubbio a garantire una maggiore qualità delle acque dei nostri territori>.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

Sono certo, scrive Alessandrini, che certo proprio non è. E poi: <Del tutto sconosciuti risultano invece i dati sul trattamento delle acque industriali>. Lui procederà a una mappatura di tutti gli scarichi sull’ultimo tratto del fiume Pescara e poi a sopralluoghi costanti <per verificare se gli insediamenti hanno collegamenti col sistema fognario o sono dotati di autonomo impianto di depurazione e se sono sottoposti a controlli>. Che a volerla leggere tutta, significa che ora Alessandrini vuole fare sul serio, perchè la faccia ce la mette lui.

E poi prende di petto D’Amico. Questa volta per la qualità dell’aria. Non basta la piantumazione di alberi, scrive il sindaco di Pescara, anche se è un’iniziativa che il Comune avvierà. Serve che il trasporto urbano su gomma si orienti sull’uso di mezzi più ecologici. C’è la necessità, dice nella lettera,

<che Tua intervenga sul tipo di motorizzazione dei mezzi di trasporto pubblico, abbandonando progressivamente quelli a combustione a gasolio, e sulle strategie premiali da mettere in campo perchè lo stesso trasporto risulti più conveniente e gradito di quello con le autovetture private>.

Quindi, bus ecologici e iniziative per incentivare l’uso del mezzo pubblico, in collaborazione con i Comuni vicini. Perché il peso dell’inquinamento non se lo può accollare da solo.

<Ti prego pertanto di voler avviare un percorso collaborativo che ci porti alla definizione di un protocollo d’intesa che fissi reciproci impegni con una chiara calendarizzazione di quanto potrà e dovrà essere fatto>.

Luciano D'Amico

Luciano D’Amico

Ps: <potrà e dovrà>: non è il caso di misurare le parole, ma su quel “dovrà”, indicativo futuro del verbo dovere,  Alessandrini si gioca il suo  domani politico. Intanto, ha deciso di cambiare strategia, di scrollarsi di dosso D’Alfonso e i dalfonsiani, che gli hanno portato più male che bene. Almeno così pare.




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