·Addio mia Bellachioma·

Pagherà Giuseppe Bellachioma, a quanto pare, perché era stato lui a spingere perché Fioretti entrasse in giunta, lui a dire a Marsilio che l’unico referente della Lega nell’esecutivo sarebbe stato il suo ex braccio destro. E adesso è difficile far passare l’idea che non sapesse nulla, e che la notizia lo ha colto di sorpresa, hai voglia a dire che da qualche mese i loro rapporti erano precipitati tanto che gli aveva tolto anche gli incarichi di partito, e che ignorava che la moglie dell’assessore fosse stata destinata a un incarico così importante.

Bellachioma e Salvini

Si immolerà per far tornare la pace e la serenità, ha detto agli amici: “Se serve, sono disposto a lasciare, deciderò tra oggi e domani”, ma anche perché persino Matteo Salvini domenica sera a Martinsicuro ha fatto fatica a credere che Fioretti avesse fatto tutto da solo e che il resto delle magagne, perché la Lega negli ultimi tempi non ha per niente brillato in Abruzzo, fossero colpa solo e soltanto della giunta regionale e di Marsilio. Quindi probabilmente Bellachioma pagherà per tutti. E pensare, raccontano i fedelissimi, che lui ha litigato con la fidanzata, la Barbara Stellakiss (come si fa chiamare su Facebook), travolto da una storia di querele e controquerele, perché lei voleva un lavoro che lui non le ha mai trovato. 

Bellachioma con la ex fidanzata

Insomma, tra segretario e fidanzata e soprattutto tra moglie e marito (Fioretti e la consorte Caterina Longo nominata da Marsilio alla commissione per le adozioni internazionali), Salvini non ha messo il dito o almeno non più di tanto, però si è imbufalito per la decisione di alzare gli stipendi ai manager delle Asl (e in questo caso ha puntato il dito contro l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, leghista dell’ultimora) e anche per il fallimento dell’operazione referendum, con l’Abruzzo arrivato fuori tempo massimo. E figurarsi se avesse saputo, sghignazzano i sindaci (proprio quelli che si sono lamentati con l’ex ministro dell’Interno di non essere riusciti a interloquire con la Regione), che sul referendum alla fine i leghisti avevano fatto una specie di “patto del cuscino” con l’opposizione, e cioè nel giorno in cui si stavano esaminando i duemila emendamenti, Pd e Lega hanno stabilito di aspettare di vedere cosa sarebbe successo in Piemonte: della serie, se in Piemonte approvano il referendum, inutile fare la nottata, tutti a cena e poi a casa; in caso contrario, lavori a oltranza. Ecco, se Salvini avesse saputo questo, sarebbe stato sicuramente peggio. Invece così è partito di fretta per Ascoli e ha dato 48 ore di tempo agli abruzzesi per trovare una soluzione alle varie parentopoli.

Decisione che passerà sicuramente attraverso le dimissioni di Bellachioma, la revoca di Piero Fioretti dalla giunta (richiesta espressa dal segretario, dal capogruppo e da tre consiglieri, anche se ieri in giunta hanno fatto finta di niente), che però dovrà passare attraverso le parole di Salvini: Marsilio infatti domenica, attraverso i suoi, ha fatto sapere di essere pronto a cacciare l’assessore all’Istruzione, ma solo se glielo chiederà il leader del Carroccio che però non si è fatto ancora sentire. Invece, Caterina Longo nonché signora Fioretti, per ora resta al suo posto: i boatos raccontano che il governatore le ha chiesto gentilmente di dimettersi per evitare ulteriori polemiche ma lei ha risposto picche.

Caterina Longo con Salvini

Insomma, l’Abruzzo è stato bocciato: Salvini ha fatto in tempo a sottolineare gli scarsi risultati della Lega che al di là degli strepiti e delle richieste apparse un po’ bulimiche, ha portato a casa poche nomine e ancor meno risultati, danneggiando l’immagine del Carroccio. Arriverà quasi sicuramente un commissario e non sarà Luigi D’Eramo, il competitor di Bellachioma, che già si occupa delle Puglie. 

Il Carroccio quindi è a pezzi: l’unico che gongola al momento pare sia proprio D’Eramo, il primo a mettere sotto schiaffo Bellachioma quando l’Abruzzo non riuscì a far eleggere un eurodeputato. Marsilio aspetta di prendere ordini direttamente da Salvini, Bellachioma non risponde al telefono neppure a lui. 

ps: Insomma, tutto è fermo in Abruzzo perché la Lega si fa i cavoli suoi e tutti si fanno i cavoli della Lega.




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