·Abusivo il ristorante di Sospiri·

Il presidente del Consiglio regionale è anche ristoratore: lo rivela Il Messaggero in un articolo di Paolo Vercesi.

E’ di Lorenzo Sospiri al 51 per cento il nuovissimo ristorante Casamatta aperto da poco in via Venezia a Pescara. Peccato però che sia abusivo: in Comune si sono accorti che l’edificio della Soget che ospita la Trattoria Casamatta (dotata anche di alcune stanze ai piani superiori), sia abusivo: la Scia è stata dichiarata irricevibile perché quell’edificio è catalogato F3 nel Prg, ed è destinato a ospitare uffici e non attività commerciali. Adesso spetta al Consiglio comunale approvare eventualmente il cambio di destinazione d’uso, con relativo versamento del contributo che al momento non risulta esserci stato. 

La società proprietaria del ristorante si chiama “Il Piacere”, probabilmente in onore di D’Annunzio di cui il presidente del Consiglio regionale è un fervente appassionato, e ha deciso di aprire i battenti anche senza autorizzazioni (cosa alquanto imbarazzante per un politico duro e puro). 

Il fatto è che la proprietà di Sospiri era rimasta segreta, fino allo scoop del Messaggero che ha scoperto che la quota di maggioranza di Casamatta appartiene appunto al presidente del Consiglio regionale e la restante quota allo chef Mauro Del Pizzo, che è anche amministratore unico della società Il Piacere costituita il 5 aprile 2019, due mesi dopo la elezioni regionali. 

Strano, si chiede Il Messaggero, che un politico di lungo corso come Sospiri, così esperto, non sapesse di dover chiedere un cambio di destinazione e che anzi abbia deciso di aprire i battenti senza autorizzazioni. Nulla c’entra il fatto che la compagna di Del Pizzo – scrive Il Messaggero – sia una dirigente comunale nominata di recente proprio dal sindaco Carlo Masci. Insomma, non è proprio un bell’esempio di trasparenza da parte di chi dovrebbe non comportarsi bene, ma benissimo. 

In linea di principio, e in casi simili,  il Comune dovrebbe procedere alla chiusura del locale, ma probabilmente non accadrà. 

Tra l’altro ieri sera Sospiri ha emesso un lunghissimo comunicato stampa in cui, tra le altre cose, sostiene che non c’è niente di male a fare il ristoratore, che una cosa è la politica e un’altra il lavoro. Fatto sta che il presidente del Consiglio si è scoperto ristoratore e se da una parte, nel comunicato, dice di non occuparsi direttamente dei fatti del ristorante visto che c’è un amministratore unico che fa tutto lui, dall’altra annuncia ricorso al Tar e si dilunga in quaranta lunghissime righe per spiegare gli aspetti tecnici della vicenda:

“Oggi la novità: gli uffici comunali hanno espresso il diniego al cambio di destinazione d’uso che comunque non rende inagibile lo spazio. E sotto questo profilo è evidente che il provvedimento pare abnorme, fallace e sarà soggetto a un legittimo ricorso al Tar, visto che, se l’immobile è ancora F3, qualcuno dovrà spiegare com’è possibile che l’intera palazzina sia occupata da civili abitazioni private e non certo case a uso pubblico, men che meno uffici pubblici. È evidente che, senza alcun imbarazzo, la questione verrà portata dinanzi al Tribunale amministrativo regionale che dovrà dire chi ha ragione”,

eccetera eccetera.

Insomma,

“è bello impegnarsi per una passione nella sfera privata”, aggiunge Sospiri, “e investire energie per dare alla città un altro bel posto e non comprendo quale possa essere lo stupore se a farlo è un presidente del Consiglio regionale che, al contrario, deve fare in modo di non esser nella vita un dipendente della politica”.

ps: Tutto giusto, anzi giustissimo: se non fosse che tali investimenti non  possono farli tutti, e che i compensi della politica in questo caso aiutano; e poi soprattutto un politico dovrebbe comportarsi bene, meglio degli altri e ancor di più rispettare le regole.




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