·Abruzzo, è record di partecipate·

L’Abruzzo è tra le Regioni con il più alto numero di società partecipate rispetto al numero di abitanti: una ogni 5.181. Le regioni più virtuose, da questo punto di vista sono la Lombardia, unica nel Nord Italia, mentre nel Centro sud sono tutte più virtuose, ad eccezione di Abruzzo e Molise. L’inchiesta è di Repubblica che ieri si è occupata anche della Saga, come caso emblematico di società tenuta in piedi a forza di flebo di denaro pubblico.

Eppure la riduzione delle società inutili era uno dei punti cardine della campagna elettorale di Luciano D’Alfonso. Ma evidentemente sono troppo appetibili, troppo utili alla politica per distribuire poltrone e incarichi, che si finisce per tenerle in piedi. Qualche anno fa la Corte dei Conti ha stimato in 38 mila il numero delle figure apicali in quelle società. Talvolta in proporzione persino superiore al numero dei dipendenti. Scatole vuote, spesso inutili: è rimasta sulla carta la riforma delle Ater e delle Ato che con la nascita dell’Ersi avrebbero dovuto essere cancellate.

L’ex commissario Carlo Cottarelli nel rapporto del 2014 aveva stimato in 2 miliardi l’anno i possibili risparmi che sarebbero derivati dal disboscamento della giungla partecipate. Che secondo lui si sarebbero dovute ridurre a non più di mille in tutta Italia.
Ma anche la Saga è finita ieri nel mirino di Repubblica. “L’aeroporto fa ricca solamente Ryanair e l’Abruzzo ripiana” è il titolo che è comparso ieri a corredo di un’inchiesta sulle società partecipate: anni di perdite, contributi a pioggia, privatizzazioni tardive che spesso non hanno successo”. E la Saga è contemplata tra i “casi esemplari”.

Mattoscio e D’Alfonso

All’aeroporto di Pescara, scrive Repubblica, gli aerei hanno cominciato a decollare con una certa frequenza.

“La Saga invece, la società che gestisce lo scalo abruzzese, fatica ancora a spiccare il volo senza un massiccio sostegno pubblico. Dal 2010 l’azienda ha drenato dalle casse della Regione, prima azionista al 99,49 per cento, 33,1 milioni. E altri 5 milioni per il 2017 sono arrivati martedì dalla Commissione Bilancio”.

Con risultati però molto modesti, chiosa Repubblica.

“Oltre 14 milioni di perdite cumulate nel biennio 2013-2014, mitigate solo dai mini utili registrati negli ultimi due esercizi e sempre grazie al provvidenziale intervento pubblico. Nel 2017 i passeggeri sono in lieve crescita, ma lasciano ancora Pescara al 25esimo posto tra i 37 scali monitorati da Assaeroporti”.

Il presidente Saga con lo staff Ryanair

Secondo il quotidiano diretto da Mario Calabresi, negli anni il flusso di denaro pubblico è servito soprattutto

“ad assicurare a Ryanair, vettore incontrastato dello scalo con l’85% dei voli nel 2015, tariffe di vantaggio per operare nell’aeroporto senza rimetterci. Esborsi che hanno attirato l’attenzione della Corte Costituzionale che ha bocciato nel 2012 e nel 2014 gli interventi pubblici in quanto riconducibili ad aiuti di Stato, sia dalla Core dei Conti, che ha contestato il continuo sostegno per ripianare i bilanci in perdita”.

Per la Regione però è acqua passata: ha trovato una nuova via per alimentare la società.

“Ossia un bando pubblico per promuovere il brand Abruzzo, attraverso un contratto quinquennale da destinare a chi assicuri l’operatività su alcune rotte. Vincitrice, con poche sorprese, ancora Ryanair che si è assicurata due dei quattro lotti in gara”.

ps: e in arrivo c’è un’altra importante tranche di finanziamenti. Ma una domanda è d’obbligo: a cosa serve un cda se la Saga è perennemente assistita dalla Regione?




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