·A scuola non si salva la vita·

Stiamo per uscire dal commissariamento della sanità, annuncia l’assessore Silvio Paolucci. Una buona notizia. Ma la sanità non è fatta solo di conti che tornano, e’ fatta di vite e pazienti da tutelare, aiutare, accompagnare. In questo l’Abruzzo è da sprofondo sud. Il livello di civiltà di una società, di una regione, si misura dallo stato della sanità, dai servizi e dall’efficienza, dalla capacità di stare al fianco dei pazienti. Mapero’ se ne occupa, se n’è già occupato. L’Abruzzo è questo qua. Ve lo raccontiamo con la lettera qui sotto. Una mamma che combatte una battaglia, di disperazione e di impegno. Cosa e quanto bisogna aspettare perché la Regione se ne faccia carico?

Alle prese col diabete

Alle prese col diabete

“Ti giro del materiale relativo a una battaglia che sto combattendo da un po’, essendo in prima linea (ho un figlio ammalato di diabete di tipo 1: malattia cronica, autoimmune irreversibile. Un ragazzo di 16 anni insulinodipendente, che fa in media 6 iniezioni al giorno, e questo x sempre.)
Fino allo scorso anno scolastico, nelle scuole era vietata la somministrazione di medicinali. Traduco: un ragazzo diabetico senza insulina non può stare; ma nelle 6 ore che trascorre a scuola non se la può iniettare. Comprendi il paradosso?
Poi ce n’è un altro: un ragazzo diabetico deve avere sempre con sé un farmaco, considerato salvavita (previene le ipoglicemie severe, che mandano in coma il soggetto colpito), il glucagone. In Abruzzo non è possibile, in Toscana adesso si.

Ma c’è voluta una battaglia di genitori di bambini affetti da diabete, di associazioni di familiari di pazienti, di medici che sono ogni giorno in prima linea contro una patologia infida, complessa e importante, come il diabete mellito di tipo 1, per ottenere che quei farmaci che, per un malato di diabete giovanile di tipo 1 sono farmaci SALVAVITA, si possano portare, tenere, conservare e utilizzare, a scuola, durante le ore scolastiche!

E questo solo in Toscana.

Il Sole 24 Ore

Il Sole 24 Ore

Per ora…Per ora la legge dice che, nell’ambito dell’autonomia scolastica, il preside, d’accordo col collegio docenti può riservarsi di autorizzare oppure no la somministrazione di farmaci a scuola, durante l’orario scolastico. La maggior parte delle scuole vota per il “no”, x non assumersi la responsabilità, ma in questo modo si rischia di negare a questi ragazzi il diritto all’istruzione e a una serena scolarizzazione”.
Che aspetta l’Abruzzo?




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