·A Roma si spara·

A Roma si spara. Di notte.

* * *

Hai diciannove anni, sei stato a una festa di compleanno insieme ai tuoi amici e alla tua ragazza. Però non ti va di tornare a casa. “Che facciamo?”. “Andiamo all’Irish Pub”. “Dai”. 

A piazza Eschilo, alla periferia di Roma, trovi il locale chiuso, po’ di assembramento, le macchine della polizia che non fanno passare. “Che è successo?”. Una rissa, ti spiegano. Che te ne importa. Stai con gli amici e la tua ragazza. Peggio per chi ha tempo  e voglia di fare a botte. “E ora?”. “Andiamo in un’altra birreria, qui vicino”. “Io, però, mi devo fermare a comprare le sigarette”. “Dai, ci vediamo lì”. 

Sali in macchina, insieme alla tua ragazza, e, appena vedi un distributore automatico, ti fermi. 

Sei un nuotatore, un aspirante campione. Sei abituato a usare solo la tua forza. Vai veloce. Dicono che quando nuoti sembri avere le ali. Quando sei in piscina. Fuori dall’acqua ti servono i soldi, un distributore, la benzina. E le sigarette. Sei come tutti.

“Porca misera quanto piove”. Metti i soldi nel distributore. “Hai qualche spiccio?”. “Sì, aspetta, ecco”.

“Porca miseria quanto piove”. 

All’improvviso, nella pioggia e nel buio, il faro di una moto. Il rombo del motore attutito dalla pioggia, che di notte, chissà perché, sembra ancora più forte. 

La moto si avvicina. E certo, non c’è un tabaccaio aperto a quest’ora. Dove vuoi trovare le sigarette?

Uno scoppio assordante, tanto da superare il rombo della moto e lo scroscio della pioggia, squarcia la notte e, un istante dopo, un dolore straziante alla schiena, un dolore mai provato, che ti fa cadere a terra. Un secondo scoppio, poi un terzo. Sono spari. Non è un video gioco.

“Oddio Amore, che male. Chi cazzo sono quelli? Andiamo via. Oddio Amore, non riesco ad alzarmi. Amore portami via, aiutami, non riesco ad alzarmi”.

* * *

A Roma si spara. Di notte.

***

Due ragazzi di poco più di vent’anni, a bordo di una moto, con una pistola e un tatuaggio con la scritta “Tutto passa”, vogliono affermare il loro potere sul territorio. 

Quella piazza è loro.

Vogliono mandare un segnale. C’è chi comanda e chi se ne deve andare. 

Loro due devono stare. E comandare.

Anche perché questa piazza serve. Ci vendono la roba. 

Un segnale. Ci vuole un segnale. Forte.

Per esempio punire quello che prima faceva lo stronzo, quello alto. Dove sta?

“Eccolo!”. “E’ lui?”. “Sì”. “Accelera. Avvicinati. Vai”.

“Prendi! Stronzo!

***

A Roma si spara, di notte.

Manuel Bortuzzo è un nuotatore, venuto a Roma, da Treviso, per studiare da campione. Due balordi gli hanno sparato alle spalle, mentre comprava le sigarette a un distributore automatico, insieme alla ragazza. Pensavano fosse un altro. Uno che volevano punire. Al limite anche ammazzare. 

Dicono che non camminerà più. 

Manuel è un campione.

Per me è già in corsia, alle Olimpiadi.

Non so se davvero non camminerà più.

Di sicuro, troverà presto le sue ali.

Per volare, dentro e fuori dall’acqua.





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