·A casa i commissari·

Un altolà bello e buono. No, non si possono nominare commissari al solo scopo di cancellare i precedenti management: il Tar di Pescara ha accolto il ricorso dei consiglieri rappresentanti dell’assemblea del Consorzio di bonifica Centro contro il provvedimento di scioglimento e la nomina del commissario Claudio Ruffini, il segretario del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Claudio Ruffini

Con decisione del 24 febbraio scorso, è stata sospesa l’efficacia del decreto 93 del 14 novembre scorso (e di due altre note) con cui D’Alfonso, insieme al Dipartimento politiche dello sviluppo rurale e della pesca, aveva disposto il commissariamento del Consorzio di bonifica Centro, determinando la decadenza dei consiglieri e disponendo l’indizione di nuove elezioni ad aprile per il rinnovo delle cariche dell’organismo.
Un metodo, quello del commissariamento, che D’Alfonso ha adottato in ogni occasione per disfarsi di consiglieri scomodi o non graditi.
A firmare il ricorso, riferisce Il Messaggero, sono stati i consiglieri defenestrati da D’Alfonso, Mauro Petrucci (ex sindaco di Ripa Teatina), Valerio Di Francesco, Gianni Tatilli e Augusto Cavuti. L’ordinanza del Tar in verità non revoca la figura del commissario, ma Claudio Ruffini di fatto non conta più nulla e soprattutto non potrà procedere al rinnovo delle cariche in seno al Consorzio.

Ruffini e D’Alfonso

ps: Per D’Alfonso uno stop bello e buono, non tanto e non solo perché si vede bloccare una procedura che nel giro di un mese o poco più gli avrebbe consentito di riprendere il controllo del Consorzio di bonifica attraverso la nomina di figure più gradite, ma perchè questa decisione potrebbe essere estesa anche ad altri enti e consorzi. Basta che qualcuno faccia ricorso.




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