• ·Rete ospedaliera: ecco i reparti·

    E’ partita ieri la richiesta, destinazione Ministero della Sanità, per l’uscita dal commissariamento. E’ firmata dal commissario alla Sanità abruzzese Luciano D’Alfonso e dal subcommissario Giuseppe Zuccatelli. E’ la lettera ufficiale, richiesta dopo il via libera del tavolo di monitoraggio al piano di riordino della rete ospedaliera: segno che l’uscita dovrebbe davvero essere questione di giorni.

    Luciano D'Alfonso

    Luciano D’Alfonso

    La nuova rete ospedaliera dovrà ancora essere vagliata dalla maggioranza. Ma ecco qui la ripartizione definitiva delle Uoc, cioè le unità operative complesse. Una notizia che riguarda molto gli addetti ai lavori, in attesa da parecchio tempo di scoprire come saranno divise nei vari presidi ospedalieri della Regione.

    Silvio Paolucci

    Silvio Paolucci

    Qui una sintesi: Cardiochirurgia a Teramo e Chieti; Cardiologia e Utic all’Aquila, Teramo, Pescara, Chieti, Avezzano, Lanciano, Vasto, Sulmona e Giulianova; Ematologia a Pescara; Malattie endocrine a Pescara e Atri; Geriatria a Pescara, Chieti, Avezzano; Infettivi all’Aquila, Pescara; 14 Uoc di Medicina generale (dappertutto tranne che a Ortona); Nefrologia a Pescara, Chieti; Neurologia all’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara, L’Aquila, Avezzano, Lanciano, Vasto; Trapianto del rene all’Aquila; Dermatologia all’Aquila, Ortona; Gstroenterologia a Teramo, Pescara, Vasto; Oncologia all’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti (a Lanciano e Vasto Unità operative semplici); Pneumologia all’Aquila, Teramo, Pescara; Radioterapia oncologica a Teramo e Chieti (scompare Pescara); Reumatologia a Pescara; Emodialisi (unità semplice) a Teramo; Odontoiatria (unità semplice) a Chieti; Chirurgia generale all’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara, Avezzano, Lanciano, Vasto, Sant’Omero, Atri, Sulmona; Chirurgia maxillo facciale all’Aquila; Chirurgia pediatrica a Pescara; Chirurgia plastica a Pescara; Chirurgia toracica a Teramo e Pescara; Chirurgia vascolare Teramo, Pescara, Avezzano; Neurochirurgia L’Aquila e Pescara; Oculistica all’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti, Avezzano; 10 Uoc di Ortopedia (L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti, Avezzano, Lanciano, Vasto, Sant’Omero, Atri, Sulmona; Otorinolaringoiatria a Teramo, Chieti, Pescara e Avezzano; Urologia all’Aquila, Chieti, Teramo, Pescara; Ostetricia e Ginecologia all’Aquila, Chieti, Teramo, Pescara, Avezzano, Lanciano, Vasto e Sant’Omero; Pediatria all’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara, Avezzano e Lanciano; Neonatologia all’Aquila e Pescara; Terapia intensiva e Anestesia all’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Avezzano, Lanciano, Vasto; Medicina e chirurgia d’urgenza (Unità semplici) all’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo, Avezzano, Lanciano, Vasto; Psichiatria all’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti; Anatomia patologica (unità semplici) all’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo, Lanciano; Medicina nucleare all’Aquila e Chieti unità semplici e a Pescara unità complessa; Radiologia (unità semplici) all’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo, Avezzano e Vasto, Neuroradiologia all’Aquila; Direzione sanitaria e di presidio (unità semplici) all’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti e Avezzano; Farmacia ospedaliera (Unità semplice) all’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo; Fisica sanitaria a Teramo (unità semplice); Laboratorio analisi all’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara e Avezzano (unità semplici); Microbiologia e virologia a Pescara (unità semplice); Servizio trasfusionale all’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti (Unità semplici), Immunologia e Centro trapianti all’Aquila (unità semplice); Unità mammaria interdisciplinare (Breast unit) a Ortona (unità semplice).
    ps: lettura noiosa, ma richiestissima. Perdonatemi, eh.



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  • ·Falco e falchetto·

    Giornatacce, per Marco Alessandrini. Pesci in faccia da tutte le parti. Comincia il governatorissimo Luciano D’Alfonso col dirgli che deve smobilitare, anche se poi si pente e fa smentire dal risponditori automatici. Continua addirittura il Falco, quello delle incursioni-spot, che gli recapita di mattina presto in Comune, aggirando vigilantes filtri porte ma non telecamere, una scafetta di pesce (marcio) come simbolo e come rappresaglia per il mare sporco. Così dice, per chi ci crede.

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    Lui, il sindaco di Pescara, incassa D’Alfonso (col quale oggi vola in Israele per studiare gli impianti di desalinizzazione di Simon Peres, una scusa, eh), perchè altro non potrebbe proprio fare. E reagisce, però, all’intemerata del Falco: e ci mancherebbe.
    E insomma: Dalfy lo vuole fare fuori, sostiene che ci vuole un candidato forte a Pescara perché di là col centrodestra si candiderà uno con i controfiocchi come Daniele Becci. L’ha detto lo sa soltanto lui perchè: se fosse stato vero, certo non lo avrebbe sbandierato alla direzione provinciale del Pd. Giorni dopo, ecco in azione il Falco, che rispetto a D’Alfonso diventa un Falchetto:  fa un blitz di prima mattina negli uffici del Comune e fa trovare il cadeau al sindaco Alessandrini. Una scafetta di pesce.
    E così il sindaco di Pescara, che ha dovuto ingoiare il rospo dalfonsiano, reagisce spernacchiando il Falco, si fa fotografare con padella e pomodorini e posta sulla sua bacheca Facebook una cosa così:

    “Se me lo dicevi prima ti avrei fatto trovare anche olio di oliva pescarese, pan grattato, una padella e magari pure due paparazze”.

     

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    Presa per i fondelli a uso e consumo della rete. Il Falco risponde via Facebook: la scafetta è quel che si merita Alessandrini per averci lasciato il mare sporco, “per ricordargli che non si scherza con la salute dei cittadini”.
    ps: Caro Falco, maperò non si scherza neppure con l’intelligenza dei cittadini: che adesso tu, tutto d’un tratto, ci diventi ambientalista e ti metti a cavalcare una sacrosanta protesta, non ci crede neppure mamma tua.
    ps2: caro Alessandrini, vabbè per una volta sei stato spiritoso. Ma la prossima lascia perdere Falco, sennò gli regali la pubblicità che cerca. E rispondi a D’Alfonso per le rime, che è meglio.



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  • ·Imparare a vivere davvero·

    #EssereVivi. Un libro di Cristina Comencini (Einaudi, 2016)

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    Come faccio per i film, di un libro vorrei vi venisse la voglia (non di vederlo, ma) di comprarlo. O se siete più fortunati, di farvelo regalare. Il titolo dice molto della storia, già si capisce che semplicemente si parla di vita, con il verbo essere prima. Che non è scontato e neppure casuale: afferma una condizione interiore e anche fisica che, in modo molto epicureo, in se’ nega la morte. Però intorno alla morte gira il racconto, l’inizio e la fine: al centro c’è il personaggio della madre (adottiva) di Caterina, trovata suicida insieme al suo amato pittore, in un albergo di Atene. Di lei ci viene descritta, attraverso la memoria della protagonista, una energia dirompente e contagiosa: quella che l’ha strappata alla sua prima famiglia, in un contesto di degrado e violenza a causa del quale addirittura, nella sua infanzia, era incapace di camminare, di stare in posizione eretta. Caterina lascia i figli e il marito in vacanza a Salina, alla notizia di quella morte improvvisa. E lì, di fronte al corpo senza vita della donna che di vita gliene aveva data una nuova, pur non avendola procreata, ritrova se stessa fino in fondo, come forse a volte succede quando ci vengono meno i genitori. È come se l’essere soli al mondo ci costringesse a guardarci dentro senza veli, senza dovere dimostrare nulla, senza condizionamenti anche inconsci. Atene è uno sfondo bollente, immersa nella crisi, nella sporcizia consueta. Lo sfondo adatto per conoscere il figlio del pittore, l’artefice di quel suicidio a due, pure lui accorso nella capitale ellenica per quell’evento di morte. Due sconosciuti si incontrano ad Atene per riconoscere i loro genitori, che si amavano, e che per motivi misteriosi hanno deciso di togliersi la vita. Il libro ci racconta giorno dopo giorno che succede tra loro due, dimostrando se ce ne fosse bisogno che anche le più assurde situazioni possono portarci un dono, una crescita. Un amore pazzo improvviso e inaspettato (per di più non voluto e nemmeno cercato) che tira fuori chi siamo davvero. Naturalmente non vi dico altro, su come va a finire questa storia, sennò che lo comprate a fare? Io ne sono rimasta un po’ delusa: ho avuto la sensazione di un percorso interrotto. Ma forse era proprio quello che voleva la Comencini. Dirci che è troppo difficile avere il coraggio di essere se stessi, fino in fondo.



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